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“Il
Partito in Rete":
per una "offensiva" socialista su Internet,
sul fronte italiano e internazionale.
Premessa
In
un contesto di riorganizzazione di una struttura politica, la Redazione di
Socialisti Punto Net, propone di inserire all’ordine del giorno dei vertici
della Lega Socialista la suggestione del "partito telematico", che, a
nostro avviso, può trovare una sua via di effettiva e davvero utile
concretizzazione se per un verso saremo capaci di collocare questo tentativo nel
quadro di una vera e propria "offensiva" socialista a tutto campo su
Internet, e se, per altro verso, comprenderemo che la caratteristica, la cifra
di Internet consiste proprio nel "mettere" e nel "mettersi"
"in rete": per questo la formula del "partito in rete" ci
appare per molti versi più convincente di quella del "partito
telematico".
Le
fasi
Ma
procediamo con ordine e proviamo a individuare alcune delle possibili fasi dell’"offensiva".
1.
Il primissimo passo da compiere è stato fatto e consisteva nella creazione di
un embrione di "community on line", di una iniziale "platea"
telematica alla quale rivolgerci e con la quale provare ad interagire. Iniziamo
a possedere centinaia di indirizzi di posta elettronica, ma in poco tempo
possono diventare migliaia, tra quelle che raccogliamo come Redazione e quelle
in possesso di altri compagni. Questo indirizzario è possibile utilizzarli da
subito almeno in due modi.
Il
primo è quello di inviare a queste centinaia di compagni (secondo la logica
della newsletter) i nostri comunicati, informazioni e documentazioni su di noi,
notizie costanti sulle nostre attività, ecc.ecc. Tra l’altro, nella logica
della sovrapposizione e dell’interazione tra "vecchie" e
"nuove" forme di comunicazione, questa operazione iniziale potrebbe
anche permetterci di costruire, la sera, una sorta di "prima pagina"
per distribuirla alle varie rassegne televisive, ottenendo il duplice risultato
di far passare da qualche parte la "nostra notizia" o il "nostro
titolo" della giornata, e insieme di cominciare a far circolare l’esistenza
di un’iniziativa socialista su Internet.
Il
secondo modo - diverso dal primo essenzialmente per ragioni quantitative, di
minore lunghezza e maggiore frequenza dei testi - consiste in un massiccio invio
di e-mail contenenti brevissimi messaggi sulla nostra iniziativa politica.
2.
Esattamente la stessa operazione possiamo provare a compiere con i messaggi
telefonici per i cellulari. A partire dagli indirizzari di cui disponiamo, anche
in questo caso dobbiamo predisporre un massiccio e regolare invio di
testi.
3.
Occorre stabilire una forte coordinazione tra le testate vicine al Partito: L’Avanti,
Critica Sociale e Socialisti.net devono interagire e scambiarsi contenuti e
informazioni in modo da ottimizzare e integrare la comunicazione esterna
generale, naturalmente in coordinazione con la “direzione centrale” del
Partito.
Ci
sono almeno tre osservazioni che devono essere compiute a proposito di questi
primi tre passi:
-
si rende necessario un notevole lavoro di raccolta e classificazione di
indirizzi telematici e telefonici, volto, a partire dalle persone che potremmo
attualmente raggiungere, a fissare l’obiettivo ambiziosissimo (nel giro di sei
mesi?) di poter inviare più volte nella stessa giornata svariate e-mail e
svariati messaggi telefonici ad alcune migliaia di persone, compagni, enti e
testate d’informazione;
-
tutta questa operazione -differentemente da altre attività telematiche o
comunque legate ad Internet (scaricamento di programmi, fruizione di documenti
in audiovideo, ecc.ecc.)- è assolutamente alla portata - per tempi, difficoltà
tecniche, costi - della totalità degli utenti: c’è forse qualcuno, tra gli
utenti di Internet, che non usa la posta elettronica? Sono così tanti i
possessori di telefoni cellulari che non sono in grado di scambiarsi messaggi?
Non ci pare proprio.
-
i costi dell’operazione sono abbastanza
contenuti, e anche le risorse tecniche necessarie non sono affatto lunari.
4.
Naturalmente, il portale potrebbe essere significativamente arricchito da un’attività
giornalistica neanche troppo massacrante: la Redazione da sola, con l’ausilio
e la collaborazione de L’Avanti, basterebbe
a "cucinare" un notiziario ancora più ricco di quello già realizzato
con la e-zine “Oggi in Italia”; con pochi altri elementi tipo servizi,
rubriche, interviste, appuntamenti sarebbe un notiziario on-line degno di
portali come Rebubblica.it ; essenziale sarebbe poi il ruolo degli archivi (con
un buon motore di ricerca) e quello dei forum e della chat; tutti elementi che
andrebbero implementati e migliorati rispetto alla situazione attuale.
5.
Il sito dell’Avanti
Un
altro passo assai rilevante da compiere riguarda Avanti.it. Il sito del
quotidiano aveva iniziato, con l’uscita del giornale, con una vera e propria
edizione on-line, che successivamente è stata sospesa. Ebbene, fare uno sforzo
per riprendere e riattivare quell’iniziativa sarebbe assai utile per creare un
contenitore di rimando tra siti. Una nuova versione di Avanti.it, che sia magari
una integrazione tra “L’Avanti” e “Oggi in Italia”, potrebbe infatti
catturare una platea di utenti non necessariamente socialisti.
Quindi,
un nucleo consiste di interlocutori dell’iniziativa politica telematica
potrebbe formarsi proprio così, grazie ai destinatari delle e-mail e dei
messaggi telefonici, e poi grazie ai frequentatori del "nuovo"
avanti.it. Il loro "dirottamento" più chiaro sull’iniziativa
politica, la loro "trasformazione" in iscritti e in militanti,
avverrebbe nel portale Socialisti.net, attraverso l’aiuto di link e banner su
Avanti.it. e potrebbe essere ulteriormente facilitata nelle forme più diverse:
regalandogli un indirizzo e-mail "socialista" o la possibilità di
farsi una pagina web, o magari consentendogli di partecipare per un primo
periodo alle attività e alle decisioni del partito (con il metodo ben noto su
Internet: ti fai un "giro" gratis e poi paghi, ti iscrivi, ecc.ecc.),
come hanno scelto di fare i radicali sul loro sito.
6.
Un sito per Critica Sociale
Nell’ottica
di un rafforzamento tra siti socialisti e in quelle di coordinare le testate
vicine al Partito, è da ipotizzare la realizzazione di sito dedicato al mensile
Critica Sociale. Potrebbe essere una versione parziale del mensile nel quale si
presentano l’indice e solo gli articoli della prima pagina in versione
integrale. La possibilità di abbonarsi on-line e qualche documento sulla storia
del mensile di Turari, potrebbero
bastare per un sito d’appoggio all’offensiva socialista sulla rete.
7.
Una radio on-line
Se
nei propositi del Nuovo PSI c’è la realizzazione di una radio locale, è ben
possibile renderla nazionale e internazionale veicolandola attraverso la Rete.
Tecnicamente la cosa è fattibile, indipendentemente da dove sia situata
geograficamente l’emittente. Via Internet sarà possibile ascoltarla a
chiunque: con due soluzioni, dai costi assai diversi. Nelle prima, più
economica, si mettono on line dei singoli frammenti di trasmissione da
aggiornare periodicamente. Nella seconda, decisamente più costosa, il filo
diretto è continuo: quanto trasmesso viene implementato sulla rete 24 ore su 24
su Internet. Con quest’ultima soluzione si avrebbe uno strumento tale da
permettere di ascoltare in diretta gli eventi quali congressi, conferenze
stampa, dibattiti seguiti dalla radio. La tempistica nella diffusione di
notizie, rispetto alla pubblicazione on-line di testi scritti, subirebbe così
una ulteriore contrazione e al binomio e-mail/messaggio telefonico si
aggiungerebbe la “voce diretta” della radio.
8.
Un Partito anche
in rete
A
queste condizioni, e cioè essendoci "garantiti" una platea
quantitativamente e qualitativamente rilevante, si può cominciare a parlare del
"soggetto politico telematico" vero e proprio, di un’organizzazione,
cioè, la cui vita statutaria dovrebbe effettivamente svolgersi in rete: in
altre parole, dovrebbe essere possibile iscriversi, partecipare alle riunioni,
presentare documenti, sottoporli all’adesione e alla firma degli altri,
decidere, votare rigorosamente on line.
Chiarito
questo, però, si tratta di sciogliere subito il primo nodo: bisogna stabilire
se la vita del partito debba svolgersi anche in
rete o esclusivamente in rete. Riteniamo ragionevolmente
percorribile solo la prima ipotesi; ma non è affatto inutile diffondersi anche
sulla seconda, che pure rappresenta, evidentemente, una vera e propria fuga in
avanti.
Nel
primo caso, non vedo difficoltà insormontabili: sarà sufficiente fare in modo
che ogni passaggio statutario possa anche svolgersi on line. Ad esempio: ci si
potrà iscrivere in modo tradizionale, consegnando i quattrini nelle mani del
Tesoriere, ma lo si potrà anche fare con Internet e carta di credito; oppure: i
congressi si faranno all’Ergife, ma sarà anche possibile essere collegati in
videoconferenza o in teleconferenza; o ancora: i documenti si scriveranno su un
pezzo di carta, ma li si potrà anche presentare per via telematica; e così via…Se
la strada fosse questa, si tratterebbe solo, in pratica, di trovare le soluzioni
tecniche e di struttura in grado di fornire le maggiori garanzie.
Nel
secondo caso, invece, le cose si farebbero più complicate. Proviamo a delineare
uno scenario.
*Iscrizione.
Nulla quaestio: ci si iscrive con Internet e carta di credito.
*Congressi,
assemblee, ecc.ecc. Evidentemente, viene meno la possibilità stessa
di un luogo fisico di riunione. Non mi pare praticabile la strada della chat:
pur con tutta la capacità di chicchessia di "moderare" e
"guidare" il dibattito, la cosa avrebbe fortissime probabilità di
slabbrarsi, senza dire che i tempi si farebbero biblici… (peraltro, chi
potrebbe stare collegato per giorni interi?)
Mi
pare più concepibile la logica delle "fasi". C’è la fase
precongressuale, che dura x giorni, e nell’arco della quale ciascun iscritto
deposita (cioè mette in rete) il suo contributo. Poi si apre il congresso, con
la fase delle relazioni: il Presidente, il Segretario, il Tesoriere, quello che
è… mettono in rete le loro relazioni, e si prevede un congruo arco di ore a
disposizione degli iscritti per esaminarsele. Poi si apre la fase del dibattito
generale: per un certo numero di ore o di giorni, tutti possono mettere in rete
il loro intervento. Poi c’è la fase della presentazione dei documenti: entro
le ore x del giorno x, avendo raccolto un certo numero di sottoscrizioni, si
mettono in rete le proposte di mozione. Successivamente, si apre la fase della
presentazione degli emendamenti: si hanno x ore per proporre le modifiche che si
vogliono apportare all’uno o all’altro testo. Per la votazione, mi pare
essenziale il ruolo della "presidenza", e cioè -per capirci- di
qualcosa di simile al moderatore di un newsgroup, che indìce, con precise
scadenze temporali, la votazione dei vari emendamenti, annunciandone (cioè
mettendone in rete) l’esito. Allo stesso modo, viene indetta e successivamente
svolta la votazione finale. Con la stessa logica si potrebbe procedere per l’elezione
degli organi: ci vogliono x "firme" per presentare le candidature
entro un dato tempo; entro un altro momento temporale si possono mettere in rete
le dichiarazioni di voto a favore o contro l’uno o l’altro candidato; poi,
con le solite modalità (cioè concedendo un certo tempo), la "presidenza
telematica" (l’equivalente del solito moderatore) indìce la votazione e
ne mette in rete il risultato.
*Vita
ordinaria del partito: se lo statuto avesse un carattere
spiccatamente "presidenzialista", l’esecutivo avrebbe ampia facoltà
di adempiere al proprio mandato senza troppi ostacoli. Dal punto di vista
pratico, posto che esista, che so, un Presidente con una Giunta, piuttosto che
un Segretario con una Segreteria, la logica della chat potrebbe essere utile a
snellire le loro riunioni, per non riprodurre la macchinosità delle "fasi
congressuali". Potrebbe inoltre essere utile prevedere la
"referendabilità" delle decisioni del Presidente-Segretario-Quello
che è…: un numero qualificato di x iscritti potrebbe metterle in discussione,
sottoponendole alla decisione generale. In una chiave più
"democratica", sarebbe anche ipotizzabile un ricorso ordinario al
referendum e quindi alla decisione di tutti gli iscritti su quasi tutto. In una
chiave ancora diversa e più "federale", che tenga conto del carattere
fatalmente individualistico-anarcoide-incontrollabile del mezzo, si potrebbe
stabilire che vi sono alcune questioni su cui decide e si esprime il partito (il
Congresso o gli organi esecutivi: comunque si tratterebbe di questioni di
competenza "federale"), mentre sul resto gli iscritti sarebbero nelle
condizioni di assumere le iniziative più diverse: insomma, il partito, al di
là di alcune questioni "centrali", diverrebbe il luogo di "messa
in rete" delle iniziative individuali o di piccoli gruppi...
9.
"Centro di servizi" per la politica
Fermo
restando il fatto che l’unica strada realisticamente percorribile è la prima
(il partito vive anche e non
solo in rete), ci sono alcuni aspetti della seconda ipotesi che non
ci pare possano essere trascurati: ci riferiamo non solo al rapporto
strettissimo, di ordinaria consultazione diretta, tra "organi
dirigenti" e "base", ma soprattutto all’accenno finale ad un
assetto federativo o federale del partito.
Finora,
infatti, in primo luogo attraverso il contatto tramite e-mail o messaggio
telefonico o radio on line, abbiamo disegnato uno schema di partito in cui da un
parte c’è un nucleo ristretto, un "comitato promotore" che elabora
strategie, programmi, parole d’ordine, ecc.ecc., e dall’altra un
"corpaccione" chiamato a leggersi il messaggio, eventualmente a
mandarne un altro, ma di fatto assai poco interattivo, secondo quanto
richiederebbe invece la logica, e in qualche misura il "patrimonio
genetico" di Internet.
Occorre
allora una seconda gamba della nostra iniziativa politica, un ambito rispetto al
quale i socialisti non siano tanto autori e insieme attori di iniziativa
politica, ma siano piuttosto strumento per l’iniziativa di altri. Che cosa
vuol dire in concreto? Vuol dire che i socialisti, come hanno fatto i radicali,
potrebbero anche porsi come
una sorta di straordinario "centro di servizi" per la politica, come
una specie di "società" che svolga attività in outsourcing. Noi
siamo in rete, con i nostri servizi, i nostri archivi, le nostre strutture, la
nostra capacità di inviare e-mail, massaggi telefonici e comunicati radio a
centinaia di migliaia di persone, con le nostre teste di ponte istituzionali,
con i nostri strumenti di comunicazione: fermi restando alcuni punti di fondo
che devono essere condivisi (la parte, per così dire, di competenza
"centrale", "federale"), chiunque voglia condurre un’iniziativa
politica sa che può trovare qui un luogo e gli strumenti per. Insomma, non
tanto e non solo, come si diceva all’inizio, un "partito
telematico", ma, appunto, un "partito in rete", un partito capace
di cercare e trovare altri interlocutori, di farli interagire, e di offrirsi
come strumento di interconnessione e di propulsione: "Noi siamo lo
strumento con cui voi, forse, potete meglio e con più forza fare le vostre
battaglie politiche, sociali, sindacali e civili".
E’
evidente che, per fare questo, occorre vivere davvero in rete per creare un
tessuto di rapporti con le piccole e grandi comunità che già vivono on line;
occorre non lasciar cadere nessun tipo di relazione, non aver paura di
contaminazioni, e, soprattutto, dotarci di uno statuto aperto, federatore più
ancora che federativo o federale, con un minimo di nocciolo duro condiviso, e
per il resto concepito per mettere in movimento altre energie, assicurando a
quanti più possibile la libertà -e gli strumenti- per conseguire gli obiettivi
da ciascuno o da ciascun gruppo ritenuti più desiderabili. Possiamo insomma
provare a trasformarci in uno degli snodi, in uno dei gangli, in uno dei
riferimenti della rete e di chi ci vive.
10.
Contenuti e iniziative
-
Non ci interessa l’idea di usare politicamente le tradizionali forme di
pirateria telematica, non tanto per la durezza delle pene che la legislazione
italiana prevede (anzi: per molti versi, questo fattore rappresenta una ragione
che milita a favore di iniziative di questo tipo), quanto piuttosto per due
ordini di motivi. Il primo è la ormai avvenuta "mitridatizzazione"
alla pirateria telematica: oggi, perfino i casi di aggressione più riuscita ai
siti più famosi e meglio protetti ottengono, quando va bene, a mala pena il
"premio" delle due colonne in cronaca. Il secondo è che, ai miei
occhi, ad un partito telematico -e soprattutto ad un partito "in
rete"- si attaglia non tanto il singolo atto "teppistico" o la
reiterazione dei singoli atti "teppistici", quanto piuttosto la
campagna di mobilitazione nella e dalla rete contro il "cattivo" di
turno. Al solito banalizzando e brutalizzando, se l’obiettivo di una campagna
fosse il sito de DS, ci interesserebbe molto di meno bloccarlo domani mattina
per qualche ora, e molto di più riuscire, tra qualche mese, a farlo tempestare
diverse volte al giorno da centinaia di migliaia di messaggi di posta
elettronica. Si parva licet…, tra queste due cose c’è la stessa differenza
che passa tra il lancio di una molotov e un digiuno di massa.
-
In questa stessa prospettiva, la rete può assumere un ruolo fondamentale nel
rilancio dello strumento della disobbedienza civile: si pensi, molto banalmente,
a tutti i tipi di disobbedienza civile praticati in questi decenni dai radicali,
e a cosa avrebbe significato se avessero potuto disporre, per organizzarli e
sostenerli, della possibilità di comunicare direttamente e simultaneamente,
diverse volte al giorno, con centinaia di migliaia di persone. Sarà proprio
dalla capacità di organizzare -anche grazie alle opportunità di comunicazione,
di interazione offerte da Internet- che si valuterà se i socialisti saranno in
grado di rilanciare le nuove grandi battaglie civili e sociali.
-
C’è poi la gamba della "messa in rete" degli
altri e con gli altri. Si pensi, per fare un solo esempio, al salto
di qualità possibile della politica dei consumatori e dei lavoratori: grazie
all’interlocuzione con le associazioni e i sindacati, e con il solito
meccanismo email-messaggio telefonico-radio, non dovrebbe essere difficile
realizzare grandi campagne sensibilizzazione e addirittura forme efficaci di
boicottaggio (bombardamento di e-mail, controinformazione, invito al non
acquisto, al voto o al non-voto…)
Per
il resto, è addirittura inutile stare a cercare chissà quali contenuti
miracolosi o chissà quali altre iniziative. I contenuti saranno per un verso i
nostri di sempre, potenziati dalla inedita e straordinaria possibilità di
comunicazione/interazione, più volte al giorno, con migliaia di persone, e per
altro verso quelli, come abbiamo detto, di chi vorrà "utilizzarci"
per le sue lotte o iniziative.
11.
Carattere internazionale
Riteniamo
che la cifra - e la cifra negativa - del nostro tempo sia rappresentata anche e
soprattutto dalla pretesa, dalla pretesa illusoria delle classi dirigenti ad
ogni livello di "governare", di "gestire" la complessità,
di inseguirla regolando, legiferando, "transennando", applicando
improbabili camicie di forza e cinture di castità ad un corpo che non potrà
che rifiutarle. Ecco, posto che esista una "missione" del socialismo
liberale, crediamo che consista, culturalmente e politicamente, nel contrapporsi
a questa visione.
Per
un verso (contro la risposta globale unica,
fatalmente burocratica, concertativa, corporativa e poliziesca - e, dalle forme
di cooperazione giudiziaria al fiorire della authorities, gli esempi non mancano
davvero -), la risposta della competizione tra risposte diverse. Mutuando il
linguaggio del Censis e di Giuseppe De Rita e trasponendolo a livello
internazionale, non ci troviamo di fronte ad un "mondo-sistema", ma ad
un "mondo-contenitore": alla molteplicità, alla complessità non si
risponde con la soluzione unica, ma con l’elemento plurale e dinamico della
competizione tra soluzioni diverse. In un ambito di europeizzazione e di
globalizzazione molte battaglie politiche si svolgeranno sicuramente in un
contesto internazionale.
Fatta
questa premessa, non c’è che da trasporre anche sul piano internazionale le
due "piste", offerte dalla telematica e dallo "stare in
rete", che abbiamo già esaminato sul fronte italiano: per un verso, il
tentativo di contatto con centinaia di migliaia di persone attraverso l’e-mail,il
messaggio telefonico e la radio; per altro verso, la costruzione di un tessuto
di interazione con chiunque voglia organizzarsi con noi.
Cominciamo
dal primo "binario". Traducendo in inglese parte del sito, dei
documenti politici e delle e-mail, nel giro di pochi mesi, potremmo essere in
grado di inviare o farci raggiungere da migliaia di persone da tutto il mondo.
Pubblicare, ad esempio, la documentazione su “Caso C.” in lingue diverse
avrebbe un impatto internazionale non da poco sulla vicenda italiana di
Tangentopoli.
Si
può inoltre portare avanti stessa iniziativa, o stessa campagna politica -se
non la stessa proposta di legge - nello stesso momento in x paesi diversi. Ci
troviamo in una condizione in cui sarà materialmente possibile trasmettere il
"messaggio" in un solo istante ad un indirizzario telematico
vastissimo.
Detto
questo, non c’è che da scegliere: qualunque contenuto non potrà che trovare,
grazie -lo ripetiamo- al contatto e alla comunicazione immediata, diretta e
pluriquotidiana con centinaia di migliaia di uomini delle istituzioni e di
cittadini comuni, una forza fino ad oggi semplicemente inimmaginabile.
Per
ciò che riguarda il secondo "binario", non abbiamo che da ripetere:
occorre un partito "in rete", con uno statuto aperto, federativo e
federatore, disponibile - fermi restando alcuni paletti - a farsi strumento
delle campagne di chiunque voglia "usarci", non foss’altro che per
servirsi degli strumenti di comunicazione e di iniziativa che saremo stati
capaci di costruire.
Resta
poi valido, in termini di strumenti, tutto quanto detto sulla mobilitazione
telematica di massa organizzata contro il "cattivo di turno" e la
disobbedienza civile praticata e organizzata attraverso la rete. Un elemento
assolutamente nuovo e "destabilizzante" ci è stato infine offerto da
una recente riflessione di Nichi Grauso: non è impensabile usare dominii
registrati in lingua cinese, piuttosto che russa o araba, per "intercettare
il traffico" di chi cerca parole in quelle lingue con un motore di ricerca,
e "dirottarlo" su pagine web dove siano denunciate le responsabilità
dell’uno o dell’altro regime, offrendo una possibilità di conoscenza e di
interazione al navigatore desideroso di trasformarsi in "dissidente
telematico"…Come si vede, anche qui, gli spunti non mancano davvero: si
tratta solo di cominciare.
12.
Conclusioni: un percorso possibile
Posto
che questi obiettivi siano almeno in parte condivisi e ritenuti desiderabili,
non può non aprirsi la stagione delle regole. Uno dei percorsi possibili è
quello di immaginare una "cosa" (chiamiamola, appunto, Comitato, o…Redazione,
poco importa) che abbia il compito, in un tempo dato (6 mesi al massimo – per
ottenere dei “risultati” alle prossime elezioni), di adottare le misure
tecniche e organizzative necessarie ad implementare la “messa in rete"
del Partito, di attuare - passo dopo passo - il tragitto che abbiamo provato a
descrivere (o, evidentemente, qualunque altro tragitto che si riterrà di
scegliere) e del quale Socialisti Punto Net non è stato che il primo passo. In
un tale contesto la nostra Redazione e Associazione è ben lieta e fiera di
rendere, quanto fatto fino ad oggi, ufficialmente pertinente al Nuovo PSI.
Torino,
settembre 2000
La
Redazione di Socialisti Punto Net
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