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In
quest’aula e di fronte alla Nazione io penso che si debba
usare un linguaggio improntato alla massima franchezza. Bisogna
innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro
nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in
certi casi hanno tutto il sapore della menzogna.
Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle
pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e
piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita
pubblica.
Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione,
legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l’urgenza
di una rete di con-trasto che riesca ad operare con rapidità ed
efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso
confinano con il racket malavitoso, e talvolta si presentano con
caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di
asocialità.
Purtroppo anche nella vita dei partiti molto spesso è difficile
individuare, prevenire, tagliare aree infette sia per la
impossibilità oggettiva di un controllo adeguato, sia talvolta
per l’esistenza ed il prevalere di logiche perverse.
E così all’ombra di un finanziamento irregolare ai partiti e,
ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di
corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti,
trattati, provati e giudicati.
E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire e che tutti
sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico
è irregolare od illegale.
I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o
piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e
associative, e con essi molte e varie strutture politiche
operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse
aggiuntive in forma irregolare od illegale.
Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia
puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un
sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula,
responsabile politico di organizzazioni importanti che possa
alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto
affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di
dichiararlo spergiuro. E del resto andando alla ricerca dei
fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non
sono in realtà mai state tali.
Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti
dall’estero sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto “tutti
sapevano e nessuno parlava”.
Un finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico, per
quanto reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante
degenerazioni possa aver generato non è e non può essere
considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far
saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per
creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le
correzioni che si impongono né un’opera di risanamento
efficace ma solo la disgregazione e l’avventura.
Del resto nel campo delle illegalità non ci sono solo quelle
che possono riguardare i finanziamenti politici. Il campo è
vasto e vi si sono avventurati in molti, come i fatti spero si
incaricheranno di dimostrare aiutando tanto la verità che la
giustizia.
A questa situazione va ora posto un rimedio, anzi più di un
rimedio. E’ innanzitutto necessaria una nuova legge che regoli
il finanziamento dei partiti e che faccia tesoro dell’esperienza
estremamente negativa di quella che l’ha preceduta. Altre
proposte ed altri rimedi sono già sul tavolo. Vi aggiungeremo
le nostre, sollecitando un di-battito parlamentare
chiarificatore, serio e responsabile, su tutti gli aspetti di
questa questione.
(Dal discorso alla Camera del 3 luglio
1992)
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