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L'editoriale
"I giudici addolorati: è sfuggito alla galera
di Vittorio Feltri

Immagino lo strazio a Palazzo di giustizia, e la rabbia. Ci tenevano tanto a mandarlo in carcere, almeno qualche anno per dimostrare quanto sono forti, e invece gli è morto sotto i ferri. Profonda delusione. E pensare che ce l'avevano messa tutta, inchieste esemplari, interrogatori drammatici e spettacolari cui la tv dette ampio risalto, richieste di estradizione come piovesse. Niente. Craxi pur di non dare loro soddisfazione e di non venire in Italia è andato all'altro mondo. Mi piacciono gli uomini come lui, di carattere, magari pessimo ma di carattere. E spero che i suoi familiari non portino qui neanche la salma; la tengano lì in Tunisia, lontano da questo piccolo Paese debole, tanto debole da non avere il coraggio della pietà. Basta, il Cinghialone non c'è più. Anziché in galera, finisce sotto terra. Forse cesseranno le chiacchiere e cominceranno le commemorazioni, qualcuno riconoscerà che quell'omone un po' arrogante, assai odiato e temuto era migliore dei profili che ne tracciavano i numerosi e accaniti detrattori. La solita storia. Quand'egli era lassù in alto e guardava agli avversari con una punta di disprezzo, tutti lo rispettavano. Al primo inciampo, al primo ruzzolone sono saltati addosso alla preda ferita e l'hanno colpita. Usi e costumi italici. Non sono riusciti a dargli l'ultimo morso, perché il Cinghialone, intuito il destino che gli avevano riservato, ha rotto la trappola ed è fuggito. Motivo questo di ulteriori cattiverie su di lui. Gli hanno dato del vigliacco perché non è rimasto qui a farsi azzannare. Gridavano che si sottraeva alla giustizia. Quale? E' giustizia quella che ne sacrifica uno per salvare gli altri? La Dc era finanziata illecitamente. I partitini erano finanziati illecitamente. E il Pci, come si finanziava, con le salsicce della festa dell'Unità? Con i contributi disinteressati degli iscritti? Mai una stecca? Andate al diavolo. E ricordatevi dei rubli e dei dollari. Ricordatevi di quel miliardo che, gira e rigira, si è smarrito per strada. Mi sembra di aver sentito dire che la giustizia o è uguale per tutti o non è tale. Probabilmente, una sciocchezza. L'importante era far secco Bettino, con ogni mezzo, ridurre la Dc a una parrocchietta di Botteghe Oscure e fare un governo di sinistra. Obiettivo raggiunto. Congratulazioni. Però confessate: il senso della giustizia non c'entra se non come pretesto per realizzare il progetto, sparando al personaggio più scomodo. Le prove? Nei giorni scorsi vari criminali condannati in appello all'ergastolo, e sottolineo ergastolo, sono stati rimessi in libertà causa scadenza dei termini. Tra costoro perfino un Tizio autore di cinquantanove omicidi, ma nessuno si è stracciato le vesti. Nemmeno una dichiarazione. Non un magistrato si è battuto il petto. Non un'intervista a un qualche procuratore per spiegare perché accadono fatti del genere. Solamente alcuni titolini. Articolesse, fondi, commenti, corsivi e tondi: zero. Chissenefrega degli ergastolani pluriomicidi a spasso. Craxi si spegneva ad Hammamet ed era ciò che contava. Forlani ai servizi sociali. Citaristi a casa sua, a Bergamo. D'Alema a Palazzo Chigi e Di Pietro in carriera, sia pure con l'asino in compagnia del quale pare trovarsi a proprio agio. E Bettino laggiù a crepare. Però, come siamo democratici, e che bella giustizia abbiamo. Tranquilli, cari connazionali, non ci manca nulla, neppure un posto al sole nell'Europa progressista. E il governo può concedere il funerale di Stato a un vecchio considerato latitante da vivo ed esule da morto.

(La Nazione 21 gennaio 2000)

 


 

 

 


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