Immagino lo strazio a Palazzo di giustizia, e la rabbia. Ci
tenevano tanto a mandarlo in carcere, almeno qualche anno per
dimostrare quanto sono forti, e invece gli è morto sotto i
ferri. Profonda delusione. E pensare che ce l'avevano messa
tutta, inchieste esemplari, interrogatori drammatici e
spettacolari cui la tv dette ampio risalto, richieste di
estradizione come piovesse. Niente. Craxi pur di non dare loro
soddisfazione e di non venire in Italia è andato all'altro
mondo. Mi piacciono gli uomini come lui, di carattere, magari
pessimo ma di carattere. E spero che i suoi familiari non
portino qui neanche la salma; la tengano lì in Tunisia, lontano
da questo piccolo Paese debole, tanto debole da non avere il
coraggio della pietà. Basta, il Cinghialone non c'è più.
Anziché in galera, finisce sotto terra. Forse cesseranno le
chiacchiere e cominceranno le commemorazioni, qualcuno
riconoscerà che quell'omone un po' arrogante, assai odiato e
temuto era migliore dei profili che ne tracciavano i numerosi e
accaniti detrattori. La solita storia. Quand'egli era lassù in
alto e guardava agli avversari con una punta di disprezzo, tutti
lo rispettavano. Al primo inciampo, al primo ruzzolone sono
saltati addosso alla preda ferita e l'hanno colpita. Usi e
costumi italici. Non sono riusciti a dargli l'ultimo morso,
perché il Cinghialone, intuito il destino che gli avevano
riservato, ha rotto la trappola ed è fuggito. Motivo questo di
ulteriori cattiverie su di lui. Gli hanno dato del vigliacco
perché non è rimasto qui a farsi azzannare. Gridavano che si
sottraeva alla giustizia. Quale? E' giustizia quella che ne
sacrifica uno per salvare gli altri? La Dc era finanziata
illecitamente. I partitini erano finanziati illecitamente. E il
Pci, come si finanziava, con le salsicce della festa
dell'Unità? Con i contributi disinteressati degli iscritti? Mai
una stecca? Andate al diavolo. E ricordatevi dei rubli e dei
dollari. Ricordatevi di quel miliardo che, gira e rigira, si è
smarrito per strada. Mi sembra di aver sentito dire che la
giustizia o è uguale per tutti o non è tale. Probabilmente,
una sciocchezza. L'importante era far secco Bettino, con ogni
mezzo, ridurre la Dc a una parrocchietta di Botteghe Oscure e
fare un governo di sinistra. Obiettivo raggiunto.
Congratulazioni. Però confessate: il senso della giustizia non
c'entra se non come pretesto per realizzare il progetto,
sparando al personaggio più scomodo. Le prove? Nei giorni
scorsi vari criminali condannati in appello all'ergastolo, e
sottolineo ergastolo, sono stati rimessi in libertà causa
scadenza dei termini. Tra costoro perfino un Tizio autore di
cinquantanove omicidi, ma nessuno si è stracciato le vesti.
Nemmeno una dichiarazione. Non un magistrato si è battuto il
petto. Non un'intervista a un qualche procuratore per spiegare
perché accadono fatti del genere. Solamente alcuni titolini.
Articolesse, fondi, commenti, corsivi e tondi: zero.
Chissenefrega degli ergastolani pluriomicidi a spasso. Craxi si
spegneva ad Hammamet ed era ciò che contava. Forlani ai servizi
sociali. Citaristi a casa sua, a Bergamo. D'Alema a Palazzo
Chigi e Di Pietro in carriera, sia pure con l'asino in compagnia
del quale pare trovarsi a proprio agio. E Bettino laggiù a
crepare. Però, come siamo democratici, e che bella giustizia
abbiamo. Tranquilli, cari connazionali, non ci manca nulla,
neppure un posto al sole nell'Europa progressista. E il governo
può concedere il funerale di Stato a un vecchio considerato
latitante da vivo ed esule da morto.
(La Nazione 21 gennaio 2000) |