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Da: Un giovane "bertinottiano"
Categoria: Altri Socialisti
Date: 11/27/2006
Time: 7:28:35 PM
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La Finanziaria, il rapporto tra politica e società, il nuovo soggetto unitario della sinistra. Intervista di Alessandro Cardulli a Pietro Folena/// Il clima è quello dello scontro continuo. In un paese normale fra maggioranza e opposizione si dovrebbe parlare di confronto, anche duro, ma confronto. Con questa destra che ci ritroviamo ciò non è possibile. Non solo: anche fra le forze della maggioranza, nel centrosinistra, i rapporti non sono proprio idilliaci. Si chiude lo scontro sulla Finanziaria alla Camera, si apre al Senato. È la politica di oggi che offre di sé un’immagine non proprio gradevole. Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura della Camera, eletto nelle liste di Rifondazione, guarda a questo scenario con un occhio volto all’assemblea nazionale di Uniti a Sinistra, l’associazione di cui è stato promotore quando ha lasciato i Ds, che si svolgerà sabato a Roma, al Teatro Colosseo. Uniti a Sinistra oggi rappresenta una rete di oltre 250 associazioni territoriali. Con il tesseramento aperto a settembre (si chiuderà a gennaio) sono stati superati i diecimila iscritti. È un punto di riferimento importante per la costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra, per dar vita, in questa fase, alla costituente della Sinistra europea. Ripercorrendo questi mesi, Folena mette in luce due dati: “La nostra coalizione – sottolinea – è effettivamente plurale. A volte paga un contributo di credibilità e di carenza di comunicazione. La sinistra fa sentire il suo peso ma dire che la Finanziaria è stata fatta dalla sinistra antagonista non ha senso. Anzi, abbiamo dovuto e saputo far fronte ad una offensiva moderata. Davvero, la Finanziaria non è troppo di sinistra. Certo che una funzione l’abbiamo svolta. Sarebbe strano il contrario. Ora dobbiamo continuare ad esercitare in modo visibile questa funzione, di sinistra, all’interno della coalizione. Al Senato dovremo rivedere alcune cose. Il ticket sul pronto soccorso, per esempio, è una misura da eliminare. Più in generale il problema del precariato, a partire da quello della scuola per esempio, è ancora aperto”. Il secondo elemento riguarda la politica, i partiti, il loro rapporto con le diverse espressioni della società. “La crisi di credibilità – sottolinea il leader di Uniti a Sinistra – si aggrava, aumenta la loro distanza dai soggetti collettivi, dai movimenti. Certo ci sono movimenti aperti, con un alto indice di socialità ed altri chiusi, corporativi, egoistici. Il dato generale, comunque, è che il rapporto fra i partiti e questo dinamismo della società è in grande sofferenza. La malattia della politica è molto grave e la terapia non potrà essere delegata alle manovre dei partiti, neppure di quelli della sinistra tradizionale che rischierebbero di essere sepolti”. Allora, non c’è che da assistere passivamente? Folena risponde usando una parola: articolazione. C’è bisogno di nuovi soggetti – di una diversa articolazione, appunto – delle forze politiche. Del resto, a prescindere dal giudizio, anche il partito democratico implica questa nuova articolazione. Ci interessa, oggi, quello che si muove a sinistra. “Ci sono segnali di rilievo – risponde – che vengono da tre documenti. La Carta di intenti approvata dal convegno della Sinistra europea, il documento messo a punto da Uniti a sinistra, Rossoverdi, Associazione per il rinnovamento della sinistra con il convegno tenuto a Orvieto, il manifesto-mozione della sinistra Ds. Certo, fra i primi due documenti e quello diessino ci sono evidenti diversità. La sinistra Ds paga qualche prezzo al tentativo di allargare ad altri soggetti che si muovono all’interno della maggioranza del loro partito. Ma il punto 12 del documento dove si parla della costruzione di un nuovo soggetto unitario della sinistra è di rilievo. Se al Congresso chiederanno voti per questo obiettivo sarà davvero una novità”. Usciamo dal porto delle nebbie, dalle cose dette e non dette. Chi è il soggetto unitario, chi ne dovrebbe far parte? Folena è molto chiaro. Ricorda RICCARDO LOMBARDI, il grande dirigente socialista che parlava di “riformatori” di “riforme di struttura”, Ingrao di “Masse e potere”, ENRICO BERLINGUER che parlava di “terza fase del movimento operaio” e, insieme, sottolinea “il valore del movimento del 4 novembre, protagonista della straordinaria manifestazione contro il precariato, per il lavoro”. A questo proposito riferendosi al duro attacco portato al Direttivo della Cgil da Gugliemo Epifani alla Fiom per la partecipazione alla manifestazione, lo definisce “preoccupante”. “Stimo Epifani – prosegue Folena – per le posizioni importanti assunte su diversi problemi. Questa volta, anziché aprire ai contenuti della grande manifestazione, alla forte domanda di lavoro sicuro, mette all’indice chi come la Fiom e migliaia di migliaia di lavoratori che hanno partecipato al corteo. sotto lo striscione del sindacato dei metalmeccanici, isolando gli estremisti e difendendo anche l’onore della Cgil”. Poi riprende parlando di “UNA CULTURA SOCIALISTA RIFORMATRICE”, provocatoriamente la definisce “riformista di sinistra”, “dei comunisti che scelgono la non violenza, di cristiani che vogliono cambiare, trasformare la società, di posizione antagoniste di quei centri sociali che intendono, anch’essi praticare la non violenza. Niente da scambiare, nessun contatto con chi brucia bandiere”. “Quando abbiamo cominciato questo lavoro di costruzione di Uniti a Sinistra – rileva – ci siamo collocati in una terra di nessuno. Oggi è cresciuta la nostra soggettività, la nostra forza. È cresciuto il consenso politico alle nostre proposte, registriamo convergenze con Bertinotti, Giordano, con posizioni della sinistra Ds. Sono cadute le vecchie barriere, le vecchie, storiche divisioni fra socialismo e comunismo. C’è un grande lavoro da fare. FRA I COMUNISTI DOGMATICI, CHE ANCORA CI SONO, ABBARBICATI SULLE VECCHIE BARRIERE, E LA SOCIALDEMOCRAZIA LIBERALE C'E' UN VASTO CAMPO. Noi vogliamo essere una voce di questa componente, che possiamo definire SOCIALISTA DI SINISTRA. L’assemblea di sabato farà sentire questa voce. Facciamo parte della costituente della SEZIONE ITALIANA DELLA SINISTRA EUROPEA, con Rifondazione, altre associazioni e movimenti. Più che il contenitore, ci interessa discutere dello spazio politico e culturale che rappresenta, uno spazio che intendiamo aperto, una pluralità di anime. Un luogo aperto, ripeto, in cui domani si possano incontrare tutte le espressioni che costituiscono la sinistra per il "NUOVO SOCIALISMO". E, nel caso in cui non si fosse capito, Pietro Folena ribadisce: “Oltre le vecchie barriere”.