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Da: Un giovane "bertinottiano"
Categoria: Altri Movimenti
Date: 11/30/2006
Time: 11:04:14 AM
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L'idea (neoliberista) degli ultimi anni è stata quella secondo cui per poter essere competitive sul mercato globale le nostre imprese dovevano tagliare il costo del lavoro (che novità, eh?); le imprese e Confindustria vorrebbero mano libera e negli ultimi anni infatti s'è cercato di tagliare il costo del lavoro puntando sulla deregulation, sulla flessibilità-precarietà ecc. ecc. Insomma il lavoro è diventato sempre più una mera variabile dipendente. Questa non è la via. Come si ripete sempre fino alla nausea, la via maestra è quella di investire in ricerca, innovazione ed istruzione. Siamo un paese vecchio non solo anagraficamente per il basso tasso di natalità ma anche dal punto di vista delle classi dirigenti (perchè non si incomincia a far spazio ai giovani?), siamo un paese con pochi laureati, con un sistema scolastico a mio avviso poco efficiente. Certo, ci sono alcuni parametri che in una economia di mercato devono essere rispettati, ci vuole un progetto riformatore serie, che spiega cosa vuol fare e dove trova il soldi per farlo ecc. non il solito blah blah blah. Tuttavia, bisogna tenere sempre presente le priorità che ogni riformismo socialista deve avere: prima viene l'uomo, la persona, il lavoratore e i suoi diritti...e poi il mercato: prima la giustizia (sociale), poi la libertà (economica). E' il mercato, il capitale che va "flessibilizzato" in senso sociale. Oggi invece si "flessibilizza" il lavoro rispetto al capitale...