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RAGIONE E SENTIMENTO

Da: La Redazione di Socialisti.Net
Data: 3/25/2001
Ora: 2:57:33 PM
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Siamo in una durissima campagna elettorale, questo è evidente: non solo tra gli schieramenti in campo, ma anche internamente a ciascuno di essi. Il Nuovo PSI, che ha come primario obbiettivo oggi di presentare liste del garofano in tutte le Circoscrizioni elettorali nella parte proporzionale, si trova nella situazione di non aver ancora potuto chiudere un accordo con la Casa delle Libertà.

Questo perché, dopo le prime esternazioni di Berlusconi al Maurizio Costanzo Show, si sono aggiunti gli “schiaffi” di Fini e Bossi nei giorni scorsi. Così ieri il nostro Presidente ha detto che il Nuovo PSI affronterà le elezioni “a la guerre comme a la guerre”. La mossa di Martelli è stata certo assai intelligente. Chiedere il collegio dove si candida Giuliano Amato è stata un trovata tale e quale a quando fu giustapposto Giuliano Ferrara a Di Pietro nel Mugello. Ma Bossi ci ricorda che siamo dei farabutti.

Certo comprendiamo bene il risentimento che le dichiarazioni di Bossi e di Fini provoca negli animi dei militanti socialisti. E’ giusto: un sussulto di dignità da parte dei nostri dirigenti ci voleva. E' stato giustissimo chiedere, coma ha fatto Bobo Craxi, delle scuse formali e avere da parte del leader della coalizione Berlusconi un impegno a rendere la Casa delle libertà una coalizione veramente degna del nome (garantire pari dignità tra i soggetti politici) e non un covo dell’intolleranza. Dobbiamo però capire che la Lega e Alleanza Nazionale stanno soffrendo il carattere accentratore di FI che fatalmente convoglia su di sé e il suo leader il fulcro della campagna elettorale, e si può ben comprendere la loro necessità di apparire e motivare i propri elettori. La cosa più facile è per loro è praticare il vecchio sport di sparare su socialisti e democristiani. Non dobbiamo poi dimenticare che gli insulti di Bossi se li sono beccati tutti. Il Cavaliere, solo pochi anni fa, era definito mafioso da Bossi e oggi sono “felicemente” alleati.

Questa poca intelligenza dei nostri attuali interlocutori politici cioè Forza Italia e la CdL, alleati che - lo ricordiamo - sono stati scelti e sanciti dal Congresso di Fondazione del Nuovo PSI, è secondo noi affar loro. Noi abbiamo fatto una scelta di campo che non ha mai corrisposto ad una scelta ideale, ma ad una necessità politica reale: battere questo falso centro sinistra con il papocchio di sistema elettorale che ci troviamo. Bossi ci insulta: e chi se ne frega! Fini ci considera inopportuni: e che se ne frega! I loro insulti fanno anche il nostro onore e denota solo la difficoltà nella quale si trovano con i loro elettori e militanti quando devono spiegare loro che la Casa delle Libertà non è più l’ex polo di centro-destra, ma ci sono anche i socialisti!

Se oggi, con liste di candidati in città paesi e collegi proporzionali pronte in tutta Italia e con il grande lavoro di raccolta delle firma che ci aspetta, scegliessimo di correre da soli, questo sarebbe un suicidio politico. Solo il nostro orgoglio sarebbe soddisfatto per qualche settimana di una scelta del genere, perché questa ipotesi significherebbe avviarci ad altri cinque anni di cantina ad aspettare. Se vogliamo fare del Nuovo PSI un movimento extraparlamentare bastava deciderlo prima, ma al Congresso si è decisa una linea politica precisa ed è oggi insensato cambiarla per la mancata soddisfazione delle aspettative di alcuni dirigenti o a causa degli sgarbi subiti da Bossi, Berlusconi e Fini. La politica non si fa né con i sentimenti, né con i risentimenti: questo vale tanto per gli ex comunisti che per gli odierni alleati. Le ragioni della scelta di campo fatta a gennaio a Milano risiedono nella constatazione che questa sedicente sinistra è tutto fuorché socialista (a parte le eccezioni). Che dall’altra parte non fosse diverso (a parte le eccezioni), già lo sapevamo (a parte qualche illuso). Se si voleva correre da soli e fare una vera guerra contro tutti (fuori dai poli), occorreva deciderlo prima e non oggi sulla scia degli sputacchi ricevuti. Questi sputi erano da mettere in conto, come sempre quando ci si chiama socialisti. Allora diciamo che un conto è rispondere con dignità e con lo stesso tono, come ha fatto il nostro Presidente, a chi insulta, un altro conto è cambiare linea politica di fronte alle provocazioni: questa è solo debolezza.

La ragione crediamo che oggi ci suggerisca di inghiottire qualche rospo pur di ottenere il nostro vero obiettivo politico che è quello di presentare liste del garofano in tutta Italia e qualche eletto in Parlamento e nei Consigli comunali.


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