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Da: La Redazione di Socialisti.Net
Data: 5/26/2001
Ora: 2:20:47 PM
Nome remoto: 213.254.3.151
Quello che Bobo Craxi non dice nella sua intervista e' con chi fare il “partito del socialismo liberale”, quello che non pensiamo sia giusto è delegittimare Boselli dicendo che non rappresenta più dei socialisti. Quello che cioè manca nell’intervista al nostro Presidente è una analisi politica completa del voto del 13 maggio e di quelli che sono stati i tormentati rapporti tra il Nuovo PSI e Berlusconi nei mesi successivi al Congresso di Gennaio.
Se i nostri dirigenti nazionali pensano di passare i prossimi mesi in silenzio, ovvero senza un’analisi seria delle prospettive di tutta la sinistra italiana, ma aspettando di vedere quali postocini di sottogoverno riserverà loro il nuovo esecutivo della Casa delle Libertà, rischiano di trovarsi senza più uno straccio di organizzazione alle spalle. Si parla di un congresso in autunno e questo fatto evidenzia che non si vuol discutere il verdetto delle urne e il misero risultato ottenuto dai socialisti.
Quasi un anno fa Stefania Craxi aveva scritto queste parole, che pubblicammo su questo forum e che ancora condividiamo. “(...)Bettino Craxi è morto anche per colpa dei socialisti che, in questi anni, hanno dimenticato uno dei principi fondativi di quel socialismo in nome del quale dicono di battersi: la solidarietà. Sento troppo spesso parlare di alleanze, collegi, strategie; sono discorsi che non mi appassionano e non mi appassioneranno mai. Se i socialisti tutti non ritroveranno i loro principi, una nuova energia, il loro spirito solidale, la forza di difendere non se stessi, ma i loro ideali, la voglia di parlare di politica e di parlarne agli italiani, si ritroveranno ad essere una forza nostalgica, residuale, autoreferenziale, e l’impresa di far rinascere il Partito Socialista sarà destinata ad un sicuro fallimento.(...)”.
La nostra analisi del voto ci dice che il fallimento si è palesato tanto nel Nuovo PSI alleato di questo centro-destra, quanto nello SDI alleato di questo centro-sinistra. E per questo che molti compagni a Torino hanno firmato una appello dove scrivono che: “la sconfitta del centro-sinistra ha aperto una fase politica nuova nelle vicende del nostro Paese ed impone a tutte le forze della sinistra italiana, ivi comprese quelle che hanno ritenuto di allearsi con la Casa delle Libertà, un profondo ripensamento della propria identità e del proprio ruolo. Si può, si deve aprire una fase politica nuova che recuperi tutte le tradizioni riformiste della sinistra italiana con l'obiettivo di creare finalmente un grande partito del socialismo europeo a vocazione maggioritaria”.
Se sarà possibile farlo con unità e dignità questa ci pare la sola strada sensata che abbiamo oggi di fronte da percorrere.