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Re: NUOVO PSI: cultura, non titoli personali.

Da: La Redazione di Socialisti.Net
Data: 6/14/2001
Ora: 3:30:53 PM
Nome remoto: 213.254.3.151

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Ormai, per ammissione stessa degli interessati, tutti parlano “a titolo personale''. Nessuno rappresenta più nessuno nel Nuovo PSI.

Diciamolo: è tutto da rifare. Un congresso come quello di gennaio che si è concluso con quella che a breve si rivelò la presa in giro dei socialisti da parte di Berlusconi non poteva che portarci dove siamo. In quell’occasione si è compattato temporaneamente nel Nuovo PSI un gruppo di compagni uniti solo dalle promesse e i riconoscimenti del Cavalieri. Non esisteva altra comunanza, nessuna unità di intenti, nessun progetto comune. Formalmente è impossibile definire Congresso quanto si è svolto a Milano a gennaio: nulla è stato discusso e approvato, visto che alla base non è stata possibile nessuna verifica dei poteri.

Quel congresso è stato un papocchio che ha retto fino alle elezioni di maggio solo sulla base del lavoro periferico dei militanti che hanno sperato che il risultato elettorale potesse rimediare in qualche modo. In moltissime realtà locali le componenti riunite al congresso (PS e Lega Socialista) hanno continuato a marciare separate. Era impossibile per compagni e simpatizzanti capire quali erano i referenti coi quali interloquire, perchè erano sempre due o più in ogni luogo. Il risultato delle elezioni è stato un disastro che ha sancito la completa carenza di unità di fondo in seno al Partito e così ognuno parla solo più “a titolo personale”.

Così non possiamo che ripetere quanto scritto su questo forum il giorno successivo il 13 maggio: “Le divisioni in seno al nostro Partito hanno pesato come macigni proprio quando si doveva dimostrare una forte unità di intenti. I nostri massimi dirigenti non hanno fatto altro che manifestare il reciproco disprezzo in pubblico e in privato. Troppi hanno visto privilegiare una guerra di sopravvivenza personale piuttosto che il sacrificio per un obiettivo comune.”

La mancanza di una chiara identità e di un progetto è quanto hanno sicuramente pagato entrambi i soggetti socialisti presenti il 13 maggio: lo SDI e il Nuovo PSI. Due partiti che, tra oggettive difficoltà, si sono mossi in questi anni, ricercando l’elettorato del vecchio PSI senza presentarsi con un forte progetto politico autonomo, ma limitandosi in molti casi a difendere le posizione personali dei loro dirigenti all’interno dell’Ulivo o della Polo.

Così non si va da nessuna parte. Servivano studio, analisi, progetti, idee e proposte nuove: hanno invece prevalso le contrapposizione tra “titoli personali”. Il liberalsocialismo del III millennio deve evidentemente ancora nascere in Italia e dovrà dotarsi di una cultura e di valori condivisi prima di cimentarsi nella costruzione di un partito politico realmente nuovo.


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