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Da: Ansa
Data: 6/29/2001
Ora: 9:57:56 AM
Nome remoto: 213.254.3.151
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Rischia di finire in Tribunale la ''guerra dei garofani'' cioe' il braccio di ferro all'interno del nuovo Psi che vede contrapposti da una parte il segretario Gianni De Michelis, e dall'altra il presidente Bobo Craxi e il portavoce Claudio Martelli.
Nel giro di ventiquattro ore, infatti, le due fazioni hanno riunito due diversi Consigli nazionali, ognuno dei quali ha a sua volta lanciato un tesseramento e convocato un Congresso nazionale: l'Assemblea di De Michelis ha deciso la data del 24 e 25 novembre, quella di Craxi e Martelli hanno indicato i giorni 30 novembre, 1 e 2 dicembre. Naturalmente ognuna delle due parti ritiene illegittimi gli organismi convocati dall'avversario e gli atti da essi compiuti: Craxi ha parlato di ''atti abusivi'', da parte del suo antagonista.
Il nodo politico e' la partecipazione o meno al governo Berlusconi. Attualmente e' presente un solo sottosegretario, Stefano Caldoro, al quale De Michelis spera di poter affiancare Mauro Del Bue, convincendo in tal senso Berlusconi. Dal loro canto Craxi e Martelli chiedono le dimissioni di Caldoro.
Tutte e due le fazioni socialiste dicono si' all'alleanza con la Casa delle liberta', tuttavia mentre De Michelis e' favorevole a un possibile dialogo con tutte le anime socialiste compreso lo Sdi, Martelli e Craxi marcano maggiormente la scelta autonomista dei socialisti, e mostrano piu' interesse per il dialogo a sinistra.
Da un punto di vista numerico De Michelis ha riportato una prima vittoria: il Consiglio da lui riunito ha radunato quasi 300 persone, rispetto alle 120 di Craxi e Martelli. E se questi ultimi hanno dalla loro la nomenclatura (Giusi La Ganga, Paris Dell'Unto, Roberto Spano, Salvo Ando', etc), il segretario ha con se gli altri tre parlamentari (Moroni, Crino', Milieto) ela maggior parte dei quadri regionali.
Gli appelli all'unita', di cui si e' fatto promotore Del Bue, da sempre vicino a Martelli, ma oggi sulle posizioni di De Michelis, per ora cadono nel vuoto. E se non prevarra' la politica ci pensera' una sentenza del Tribunale a sancire la scissione piu' rapida nella storia dei partiti politici italiani: cinque mesi e nove giorni dal Congresso di Milano, celebrato nel primo anniversario della morte di Bettino Craxi.