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Re: Srefania Craxi a Domenica In

Da: da La Stampa
Data: 1/14/2002
Ora: 10:09:29 AM
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«Mi batterò fino in fondo per riabilitare mio padre» La figlia di Craxi: denuncio le disparità di trattamento e mi rimprovero soltanto di non essere scesa prima in piazza a gridare queste verità

ROMA

IL suo essere figlia, Stefania Craxi, primogenita di Bettino, lo grida da sempre e lo ha ripetuto anche ieri a milioni di italiani dagli studi della trasmissione televisiva DomenicaIn. A intervistarla erano la conduttrice Mara Venier e il giornalista Fabrizio Del Noce. Ad un certo punto Stefania Craxi viene posta di fronte a una domanda che in tanti vanno ripetendo da anni a lei e al fratello: se si considera l´erede politico del padre. Lei, decisa, spiega: «No, sono solo la figlia: di politici così ne nascono solo uno ogni cento anni». E´ in questa chiave, come figlia cioè, «per ristabilire la verità» sul padre che, dopo la sua morte, decise di confrontarsi per la prima volta direttamente con il mondo politico, lei che fino ad allora aveva lavorato insieme con il marito nella Aran, la loro società di produzioni televisive. Da quel momento sono trascorsi due anni, due anni in cui si sono moltiplicate le iniziative e le sortite di Stefania Craxi, nel frattempo divenuta presidente di una fondazione intitolata all´ex-segretario del Psi. L´ultima è la commemorazione della sua morte nel piccolo cimitero di Hammamet, il buen retiro tunisino di Craxi, divenuto anche la sua ultima dimora. L´anniversario cade il 19 gennaio, sabato prossimo: per quella data Stefania ha invitato - all´inizio della scorsa settimana - i leader di tutti i partiti italiani che si richiamano al socialismo, ovvero Enrico Boselli, il fratello Bobo, Gianni De Michelis e così via. Interverranno? Stefania evita di fare nomi, annuncia soltanto che vi prenderanno parte 500 persone, che parteciperanno «di loro spontanea volontà», che vi sono anche «persone che non hanno mai ricevuto nulla da mio padre».

L´organizzazione prevede due voli charter da Milano e da Roma per i socialisti che intendano essere presenti ma Stefania precisa che comunque ciascuno paga per sè. In occasione del secondo anniversario della morte del padre Stefania ha anche curato la pubblicazione di un album di foto. Di questo non si parla nel corso di DomenicaIn ma sullo schermo scorrono una serie di foto del Craxi più intimo, il Craxi-nonno affettuoso mentre la figlia risponde alla raffica di domande del duo Venier-Del Noce. «Se non mi fossi chiamata Craxi sarei andata via dall´Italia» annuncia lei all´inizio dell´intervista. Sarebbe andata via come il padre che con il suo «esilio» ha voluto «denunciare le disparità di trattamento subite» perché «non poteva difendersi e ci sono sentenze che lo testimoniano». Ma che cosa vuoi, le chiedono. «Ristabilire la verità su Craxi, sugli ultimi 20 anni di storia di questo paese». Mara Venier la incalza. Ti rimproveri qualcosa? «Forse sarei dovuta scendere prima in piazza a gridare queste verità». Il padre - racconta - non parlava male dell´Italia. «L´ho sempre sentito avere parole di preoccupazione per l´Italia perchè, nonostante tutto, continuava a amare questo paese». Se un errore politico ha commesso è stato quello di «pensare che i suoi avversari lo avrebbero sempre affrontato con lealtà». Craxi, invece, è rimasto sempre fedele ai suoi principi anche a costo di rimetterci la vita perché «se fosse stato in Italia o in Francia si sarebbe salvato». Tutto ciò che ha fatto lo ha fatto per il Psi e per l´Italia: «Per il suo paese e per il partito ha lavorato quarant´anni ed è però rimasto ingiustamente in esilio».

Un capitolo a parte spetta al rapporto con i nipoti, in particolare con Federico, il primogenito di Stefania che è fisicamente così simile al nonno e a cui il nonno era particolarmente legato. Pur essendo stato un nonno «assente» e anche un «padre assente» - precisa Stefania - «perché aveva la testa altrove», quando poteva era molto affettuoso. Stefania racconta che per scherzare sulla scorta che lo seguiva ovunque Bettino giocava con il nipote che lo andava a trovare in Tunisia e lo nominava «generale» di quei gendarmi. Ai suoi figli è dedicato il lavoro di Stefania Craxi in memoria del padre, a questi nipoti che oggi «sanno tutto e sono orgogliosi del loro nonno», così come lei non ha mai fatto mistero di esserlo di suo padre.


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