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Da: La Redazione (l.g.), da Oggi in Italia
Data: 1/20/2002
Ora: 5:32:04 PM
Nome remoto: 213.254.3.151
Dieci giorni fa scrivevamo che “Riunirsi intorno alla tomba di Bettino, si è gia potuto constatare in Piazza Navona quasi due anni fa, purtroppo non serve ad aiutare la ricostruzione dell'unità dei socialisti”. Assistere poi ieri, in occasione delle commemorazione di Craxi ad Hammamet, alla pubblicità per le rispettive ditte da parte di Boselli e De Michelis provoca rabbia o abbatte il morale di qualsiasi socialista appena addentro ai fatti dei partitini della diaspora.
De Michelis arriva alla sfacciataggine di sostenere che il grosso delle truppe è nella sua ditta: nel resto “delle altre famiglie socialiste c’è solo la nomenklatura”. Ci sarebbe da ridere, se lo sconforto non prendesse il sopravvento. Non c’è nessuno che si è avveduto del fatto che in questi dieci anni il grosso dell’elettorato sia finito in FI e nei DS? No, macché, il metro della loro analisi è proprio il ruolo che avevano nella nomenklatura nel PSI! Più alto era il livello ieri, maggiore l’arroganza di oggi, sull’orlo dell’abisso, nel rivendicare l’eredità craxiana con gli zero virgola (per questo Gianni irrita più di Enrico).
Stefania Craxi può con tutta legittimità e col coraggio e la forza che la contraddistinguono, svolgere il lavoro per la rivalutazione dell’opera politica del padre, ma questo nobile lavoro, condotto attraverso la Fondazione, non ci possiamo illudere, non è prologo ad alcun nuovo soggetto o progetto politico. Non è possibile sviluppare un discorso pubblico agli italiani facendolo ruotare sul torto subito da Craxi, premettendo sempre che: «Ho un rancore talmente grande che non coltivo piccoli rancori».
Certo, concordiamo con Stefania, quando dice che: «Il socialismo è una civiltà, e mi auguro che le ragioni di questa civiltà superino le divisioni politiche». Ma purtroppo all’orizzonte non si vede una leadership che sia in grado operare per il superamento delle divisioni ad aprire in Italia una “terza via” che, come dicevamo dieci giorni fa, torni -potenzialmente maggioritaria- “a fornire risposte concrete ai bisogni di cittadini, lavoratori ed esclusi”.