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Da: da Il Nuovo
Data: 1/21/2002
Ora: 9:59:18 AM
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E sulla tomba di Craxi la sinistra torna a litigare
La diaspora socialista ad Hammamet a due anni dalla morte del leader. Stefania attacca i ds: "Un'altra stagione di infamia giustizialista". Boselli: "Uniti ma non a destra". Martelli tace.
ROMA - I fedelissimi ad Hammamet dove è sepolto, i "compagni socialisti e diessini" al cimitero Monumentale di Milano dove hanno reso omaggio, con una cerimonia silenziosa, all'ex-leader del Psi Bettino Craxi, scomparso il 19 gennaio di due anni fa.
E se la rivista Critica sociale pubblica sul numero di gennaio il discorso pronunciato da Craxi in occasione dei cento anni del Partito Socialista Italiano, in Italia la morte, e la vita, di Craxi scatenano ancora polemiche. Complice l'attuale clima politico in fatto di giustizia. Come Maurizio Ronconi, senatore del Ccd-Cdu, presidente commissione agricoltura del Senato che lancia accuse a 360 gradi: "La morte in esilio di Craxi rimarrà una pagina nera della storia d'Italia, una vergogna per la democrazia".
Mentre il bersaglio principale rimangono i giudici di Mani Pulite, quei giudici giustizialisti che utilizzarono anche impropriamente a fini politici la notorietà guadagnata perseguendo il leader socialista, Ronconi usa parole dure per tutti, anche per i suoi ex-colleghi democristiani e gli stessi socialisti, definiti pavidi e poco determinati dall'attacco forsennato portato avanti in quegli anni dalla sinistra. Le responsabilità, conclude, furono di molti, anche della destra che fu gravemente alleata alla sinistra giustizialista.
Più concilianti i toni dalla cerimonia al cimitero milanese dove un centinaio di cittadini, militanti e vecchi dirigenti del Psi si è riunito per una breve commemorazione dopo aver deposto mazzi di rose e garofani sulla tomba di Filippo Turati in omaggio a Craxi. Secondo il segretario lombardo dello Sdi, Roberto Biscardini, è giunto il momento di riprendere il progetto di unità della sinistra lanciato proprio dal defunto leader e rimasto incompiuto dopo la sua scomparsa.
Pone, invece, alcuni distinguo il presidente dei Ds Massimo D'Alema che dichiara di aver da subito indicato sia le cose positive che quelle negative della politica di Craxi: "Ho sempre perseguito l'unità della sinistra riformista. Se, pero', qualcuno chiede di abiurare alla nostra storia rispondo che si sbaglia. Un conto è una riflessione su quegli anni, un conto è una rinuncia alle proprie scelte".
Ma, stando alle parole pronunciate ad Hammamet, la frattura che separa gli ex Psi dai Ds si fa più profonda. Le polemiche seguite al discorso di Borrelli per l'inaugurazione dell' anno giudiziario a Milano hanno avuto la loro eco davanti alla tomba di Bettino Craxi. La figlia Stefania ha sottolineato con forza che è sul tema della giustizia che si decide la possibilità di avviare un dialogo a sinistra: ''Si annuncia una nuova canea giustizialista - ha detto - che vorrebbe ricacciare indietro il Paese ai suoi tempi più infami, rinnovare gli oltraggi, seminare confusione, pescare nel torbido. Ancora una volta c'è chi si candida a guidarla. Noi socialisti siamo e saremo sempre per la cultura delle garanzie sicuramente distanti da gente che cerca la propria legittimazione nell' ingiustizia, nella menzogna e nella falsificazione''.
Ma Stefania Craxi ha voluto parlare soprattutto alla diaspora socialista con il discorso che ha fatto come presidente della Fondazione Bettino Craxi nel piazzale accanto al cimitero dove riposano le spoglie del padre. Rivolgendosi alle diverse centinaia di socialisti (cinquecento, forse di più) venute a rendere omaggio alla memoria di Bettino Craxi, Stefania ha rinnovato il suo appello all' unità da raggiungere proprio su questo fronte della giustizia. ''Sono certa - ha detto - che contro questa ennesima violenza i socialisti saranno tutti uniti, saranno il primo baluardo contro il nuovo oscurantismo''.
Battersi per la libertà e la verità è ''l'eredità di Bettino Craxi''. Ma le eredità ''se non sono difese e valorizzate sono destinate a morire e con loro la missione che tutti i socialisti hanno nella vita politica del Paese''. L'appello di Stefania Craxi era rivolto a tutti i leader dei partiti che derivano dalla diaspora socialista e che quest' anno hanno accettato di onorare tutti insieme Bettino Craxi. Mischiati tra la folla tantissimi gli ex dirigenti del Psi, che hanno voluto compiere lo sforzo di tacitare vecchi rancori, almeno per oggi, per onorare il loro vecchio leader. C'è Gianni De Michelis, convinto che il suo nuovo Psi alle prossime amministrative farà il pieno dei voti socialisti, in particolare a Genova, dove intende organizzare una grande manifestazione per il 110/mo anniversario della fondazione del Psi. E c'è anche Enrico Boselli che ai vecchi compagni che lo invitano ad affrontare le prossime amministrative con tutti gli altri socialisti risponde: ''Sì, ma non con la destra''.
L' essere venuti tutti ad Hammamet non sembra sufficiente a un cambiamento di collocazione politica delle varie formazioni socialiste. ''I sentimenti non hanno confini politici'', risponde Boselli a chi gli chiede di commentare l' appello all'unità di Stefania. Ancora più esplicito, sull'altro versante, Gianni De Michelis, che assicura di volere ''l' unità dei socialisti nella chiarezza politica''. Un modo per dire che la sua collocazione nella CdL non è in discussione. Claudio Martelli sta in disparte, in compagnia della giovane moglie, e non applaude il discorso di Stefania. Lui più che una rinascita del Psi, spiega ai cronisti, immagina un contenitore più ampio che raccolga anche le forze democratiche e liberali dell' Europa.
Bobo Craxi, che insieme a Martelli, guida l' altro nuovo Psi, oggi ad Hammamet si limita a fare gli onori di casa, ringraziando per le corone di fiori mandate dal Presidente della Tunisia Ben Ali e dal leader palestinese, Yasser Arafat, e per la presenza del governatore della regione di Hammamet, Habib Haddad, e del numero due dell' Olp, Faruk Khaddumi. Bobo Craxi è più critico della sorella con il centro destra ma anche lui non lesina rimproveri ai Ds.
''Fassino - sostiene - deve decidere... Deve scegliere se quando festeggia il '92 si tratta del 1892, data di fondazione del Psi, o del 1992, l'anno di Tangentopoli''. Bobo Craxi è ancora amareggiato con i Ds per la mancata grazia al padre, che gli avrebbe permesso di ritirarsi in Italia, quando il loro leader era a Palazzo Chigi. Rimprovero che fa anche a Enrico Boselli, per il quale ''questo mancato gesto di umanità continuerà a pesare sulla classe politica italiana''. Stefania non digerisce poi il silenzio dei Ds sul nome del padre e li bacchetta osservando: ''Coloro che si dichiarano socialisti, e dicono di voler seguire le linee del socialismo riformista, nemmeno osano pronunciare il nome dell'uomo che per primo in Europa, ancor prima di Blair, Jospin, Schroeder, ha avuto la visione dei compiti di un socialismo moderno''.
In questi giorni, secondo Stefania Craxi, ''i compagni Ds rispetto a Pesaro hanno fatto non uno ma cinque passi indietro''. E anche lei individua in Massimo D' Alema il principale responsabile, sia per l'atteggiamento che la Quercia sta assumendo sul problema della giustizia, sia per il silenzio sulla figura del padre. ''La sua è timidezza? O vigliaccheria?'', afferma la figlia di Craxi, che tace su un suo possibile impegno diretto in politica. ''Che credete stia facendo? Non è fare la politica la mia ricerca della verità?'', si limita a rispondere ai cronisti.
Ma le polemiche con i Ds non sembrano sanare le divisioni tra i socialisti. Così De Michelis si intrattiene fino a notte inoltrata con i giornalisti per ricordare le responsabilità dei singoli dirigenti del Psi nella fine del partito. Tuttavia Stefania nel suo discorso vuole esaltare la figura del padre come leader di sinistra, e lo fa ricordando le sue iniziative a sostegno della lotta dei socialisti in Grecia, in Spagna, in Portogallo e in Cile, e anche gli aiuti alla causa palestinese. E ricorda l' ''umanesimo socialista'' di Craxi anche nel caso Moro, la cui verità ''è ancora velata, nonostante le sedute spiritiche''.