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Da: da Il Tempo
Data: 1/21/2002
Ora: 10:13:15 AM
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di CLAUDIA SVAMPA
HAMMAMET - «Per Craxi il socialista, il laico, il libertario». Così l'intestazione sulla grande foto, suggestivamente scattata davanti la medina, con cui i compagni socialisti, la famiglia, gli amici, hanno ricordato ieri Bettino Craxi in Tunisia. Ore 11 al cimitero cattolico di Hammamet quando sull'inno di Mameli si sono accesi gli altoparlanti del palco fra gli applausi scroscianti, ed un trionfo di garofani rossi per oltre cinquecento persone giunte dall'Italia, ed assiepate nel piazzale antistante. Un partito socialista ricomposto che vedeva insieme, sul palco, i due figli Bobo e Stefania. Insieme, in prima fila Gianni De Michelis, Enrico Boselli, Claudio Martelli, Carlo Tognoli, i deputati socialisti. E poi le autorità tunisine, quelle palestinesi, tra cui il ministro degli esteri Farouk Kaddoumi, e l'ambasciatore italiano a Tunisi Armando Sanguini. Fra le corone inviate quella del presidente tunisino Ben Alì, l'altra di Arafat. E poi dietro, tutti insieme, i compagni del garofano nel giorno dell'aggregazione. Tutti uniti nella celebrazione perché come ha sottolineato Boselli «i sentimenti vanno oltre gli schieramenti politici». Ma senza esagerare. Perché a due anni dalla morte del leader del PSI non é certo la tomba di Craxi in esilio a permettere di dissotterrare i rancori, di ricucire gli strappi, di accorciare le distanze degli eredi del socialismo. Bobo Craxi, nella residenza della famiglia, dopo la cerimonia, non usa toni ottimistici. «Lo scorso anno eravamo nell'imminenza di un accordo politico con la Casa delle Libertà oggi, un anno dopo, le divisioni all'interno del partito sono aumentate, perché é aumentata la sensazione che i partiti socialisti non riescano ad essere all'altezza della loro storia». Divisioni e distanze che definisce «politiche perché la consapevolezza resta comune» e tale da poter trovare all'interno del partito «convergenze tematiche e programmatiche in un lavoro di prospettiva». Ciò che invece resta impossibile per Bobo Craxi «é la convergenza con i DS che hanno fatto, rispetto a Pesaro, dieci passi indietro».
Nel vasto orizzonte delle possibilità é invece Stefania Craxi ad essere stata indicata come possibile candidata alle future europee.
Certo lei non conferma sostenendo «di fare già politica tutti i giorni» né smentisce dicendo «é prematuro oggi prevedere ciò che succederà» ma ammonisce affermando che «una domanda così presuppone chiedersi da che parte si é, mentre io mi chiedo dove stanno gli altri. Io non sto da una parte o dall'altra, ma a difendere una posizione». E conclude ricordando uno degli ultimi scritti di Bettino Craxi dall'esilio: «una ricostruzione necessita di uomini nuovi, idee nuove e linguaggi nuovi».