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Da: Ansa del 21 gennaio
Data: 1/22/2002
Ora: 9:22:57 AM
Nome remoto: 213.254.3.151
GIUSTIZIA: VIOLANTE, IN TANGENTOPOLI CI FU UN ERRORE QUANDO 'GIORNALE' DI BERLUSCONI GUIDAVA LA CAMPAGNA GIACOBINA
(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Luciano Violante, in un'intervista al 'Corriere della Sera', sostiene che all'epoca di Tangentopoli in una parte della magistratura ''sorse l'idea che la sua legittimazione si basava sul consenso'' e questo fu ''un errore gravissimo perche' la legittimazione dei magistrati nasce solo dalla legge''.
Violante ricorda che in quegli anni, tra il 1991 (referendum sulla preferenza unica) e il 1993 (referendum sul sistema maggioritario) la classe politica ''fu sfiduciata'' e ''il popolo si alleo' con i giudici''. ''Si creo' - sottolinea il capogruppo dei Ds alla Camera - una saldatura giacobina fondata su una verita': la corruzione c'era e aveva raggiunto livelli intollerabili. La politica non combatte' la corruzione: o fece il tifo o stette a guardare sgomenta''. Da qui nacque l'idea di alcuni magistrati, secondo Violante, di supplire alla politica e di agire spinta dal consenso e non dalla legge.
Violante sottolinea anche che in quel periodo ''i grandi quotidiani, il 'Giornale' di Berlusconi in testa, guidavano la campagna giacobina...''.
Riguardo all'accusa di essere delle ''toghe rosse'' rivolta da esponenti politici ai magistrati di Milano, l'esponente dei Ds osserva: ''Borrelli e' un aristocratico, tutt'altro che una toga rossa. E fu Silvio Berlusconi a offrire un ministero all'eroe di allora, Antonio Di Pietro. Se fosse stato un comunista...''. ''E chi beneficio' di Tangentopoli - aggiunge Violante - non fu Occhetto, ma Berlusconi che vinse le elezioni nel 1994''.
Violante spiega le ragioni politiche di quella rottura fra Paese e Potere, che apri' la stagione di Tangentopoli, con la mancata intesa tra Bettino Craxi e Enrico Berlinguer, negli anni Ottanta, su come modernizzare il Paese pur avendo individuato nella questione istituzionale e in quella morale i due ostacoli principali per agire. Il leader del Psi, sostiene Violante, ''voleva affrontare la riforma istituzionale lasciando da parte quella morale'' mentre il segretario del Pci ''voleva esattamente l'opposto''.
Ora a dieci anni di distanza, la polemica tra i protagonisti di quella stagione e' ancora viva e Violante commenta: ''Nella coalizione di governo oggi convivono fustigati e fustigatori di ieri. Una contraddizione che stupisce e preoccupa: come fanno ad andare d'accordo - si chiede - le feroci 'tricoteuses' della Lega e di An che inneggiavano agli arresti e i tifosi dell'impunita' a 360 gradi?''.
(ANSA). SES 21-GEN-02 12:31 NNNN