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Re: PER IL SENATORE ANDREOTTI BERLUSCONI NON È L’EREDE DI CRAXI

Da: da Il Tempo
Data: 1/25/2002
Ora: 12:00:33 PM
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PER IL SENATORE ANDREOTTI BERLUSCONI NON È L’EREDE DI CRAXI

«Ci vuole un’amnistia per chiudere con gli anni di Tangentopoli»

LO DICHIARA alla radio. Giulio Andreotti è favorevole a un'ipotesi di amnistia per chiudere con gli anni di Tangentopoli. E afferma di non vedere in Berlusconi l'erede politico di Craxi. A proposito dell'amnistia su Tangentopoli e gli anni di piombo il senatore a vita spiega che un provvedimento in questo senso «sarebbe giusto» e ricorda di quando «l'anno scorso» prese l'iniziativa con tutti gli altri senatori a vita «perché c'era e c'è un dato grave» quello della situazione carceraria che rischia di diventare esplosiva («oltre il tollerabile»). Per quanto riguarda la rivendicazione fatta da Berlusconi dell'eredità del craxismo Andreotti osserva: «non mi pare che ci sia la stessa impostazione politica» visto che quella del presidente del Consiglio «si basa su concetti liberali e sull'economia di mercato». «Berlusconi - aggiunge - ha rievocato in termini positivi e con grande rispetto la figura di Craxi e questo non solo è giusto, ma fa molto piacere. Ma io lascerei perdere la questione dell'eredità». Andreotti accusa poi «Mani Pulite» di aver fatto «di tutta l'erba un fascio». «Credo - spiega - che l'errore sia stato fatto nel corso di quella polemica, che è stata molto feroce e che passa con la terminologia di mani pulite, nel fare una grande confusione» tra i casi di «arricchimento personali che andavano colpiti con durezza» o di «corruzione nel senso di accettare aiuti per i partiti in cambio di una contropartita come ad esempio un appalto» e «tutto quello che era in generale il sistema di finanziamento dei partiti». «Tanto è vero - sottolinea - che per molti anni non si è considerato un reato, per altri anni invece sì». «Ora - dice ancora Andreotti - aver fatto di tutta l'erba un fascio ha giovato probabilmente ai marpioni che in questa maniera si sono potuti dileguare». Alla domanda se Bossi e Fini all'epoca non furono, come ricorda oggi Massimo D'Alema,«forcaioli» anche contro Andreotti e Craxi il senatore a vita risponde: «Guardi io dei casi miei preferisco non parlare. Certamente lo furono nei confronti di Craxi. Perbacco, organizzarono persino degli assalti fisici all'albergo dove lui abitava». «E poi - conclude - voglio dire che per lunghissimo tempo la sinistra ha ritenuto che la giustizia fosse troppo buona con il potere e la criticava. Io penso sul serio che adesso, al di fuori dei singoli casi, bisogna trovare un modo obiettivo di uscire da questa tensione, da questa specie di braccio di ferro che c'è nei confronti della magistratura».


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