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PROCESSO METROROMA A CRAXI: il ricordo del suo avvocato d'ufficio

Da: Avv. Fausto Cerulli
Data: 1/28/2002
Ora: 9:28:59 AM
Nome remoto: 213.254.3.151

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Avvocato in Roma, un giorno fui convocato dalla d.ssa Rando, GUP nel procedimento Metroroma, in cui Craxi era imputato insieme ad altri 55 imputati eccellenti. Il Magistrato mi fece presente che doveva nominare un avvocato d'ufficio per Craxi, in quanto il suo difensore di fiducia, Nicolò Amato, non poteva svolgere il suo incarico per malattia. Il Magistrato mi fece presente di aver scelto il mio nominativo in quanto non poteva incaricare un qualsiasi avvocato di ufficio, data la delicatezza della materia. Dichiarai di accettare l'incarico, nonostante fosse noto al Giudice come ad altri che ero su posizioni politiche diverse da quelle del mio eventuale assistito ( all'epoca ero difensore della c.d. area della lotta armata).

Il procedimento occupò circa tre mesi, ed io fui obbligato ad essere presente a tutte le udienze, pena deferimento al Consiglio dell'Ordine, salva denuncia per abbandono di difesa.

Fui colpito, ricordo, da un decreto di irreperibilità emesso nei confronti di Craxi; in detto decreto la polizia giudiziaria dichiarava di non essere riuscita a rintracciare Craxi, nonostante le minuzione indagini: e nonostante ( testuale) che le indagini si fossero estese anche alla Tunisia, dove, secondo informazioni riservate, Craxi avrebbe potuto essersi rifugiato....

Naturalmente le indagini non sortirono esito, e Craxi, che un giorno sì e l'altro pure rilasciava dichiarazioni ed interviste da Hammamet, fu dicharato irreperibile.

Il processo fu abbastanza noioso, anche se mi permise di conoscere personaggi eccellenti come Romiti e Mattioli, ed un PM come Francesco Misiani che vide cominciare allora i suoi guai perchè si era permesso di mettere sotto processo la Fiat nelle persone di Romiti e Mattioli, essendo ovviamente Agnelli irreperibile perchè asceso al Paradiso dei Potenti protetti dalla pseudo sinistra di poca lotta e di molto sottogoverno.

Ricordo ancora, e poi chiudo, che al momento delle arringhe difensive, io feci il mio coscienzioso intervento, come altri colleghi difensori. Soltanto i difensori di Mattioli e Romiti, i colleghi per altro bravissmi Coppi e Chiusano, si limitarono a chiedere, senza tanti giri di parole il prosciogliemto dei loro asssititi; un loro rinvio a giudizio, ebbero a dire sena aggiungere altro, avrebbbe assestato un colpo mortale all'economia italiana. Il processo si concluse con il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. SOLTANTO Romiti e Mattioli furono prosciolti.

A margine vorrei dire che chiesi che mi venisse pagata la mia fatica di tre mesi, e l'avv. Amato ( Niccolò) mi promise che avrebbe interessato Craxi. Non ho saputo più nulla.

Cordialmente.

Avv. Fausto Cerulli.


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