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Re: DS e dintorni, l convegno e Aldo Aniasi

Da: Da l'Ossimoro
Data: 1/29/2002
Ora: 5:05:40 PM
Nome remoto: 213.254.3.151

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DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL CONVEGNO POLITICO DELL'AREA LAICO-SOCIALISTA DEI DS

La crisi dello schieramento del centro-sinistra e la sua necessaria ristrutturazione richiede un rigoroso rilancio dei valori fondamentali dell'area laico-socialista.

Questo è il senso del convegno di Roma del 20 gennaio. Il problema politico che l'area culturale laico-socialista pone in primo luogo ai DS, ma non solo, è quello della natura e della forma di un'alternativa credibile di centro- sinistra, e quindi dell'Ulivo.

Infatti, mentre oggi non si può porre immediatamente l'obiettivo di un partito unico, risulta tuttavia impossibile perseguire l'alternativa di governo al centro-destra senza una prospettiva unitaria, senza un'idea condivisa di società, senza un'identità programmatica fissata da impegni comuni.

Niente risulta più ostico al paese della frammentazione politica fondata su esigenza di auto-conservazione partitica o interessi di potere. E niente risulta perciò più necessario di un'azione politica-culturale che riesca a superare nel centro-sinistra la logica di ruoli politici diversi e di posizioni competitive inevitabilmente confliggenti.

E'la sconfitta elettorale, sono le difficoltà attuali del centro-sinistra che richiedono la freschezza di un nuovo inizio: di un lavoro che reinquadri i fenomeni multiformi della modernità, i ritardi derivati quasi sempre da logiche corporative di tutela.

I tempi di questo lavoro non possono essere dettati dalle esigenze dei partiti: sono i tempi imposti dallo straordinario ritmo di trasformazione delle società in tutto il mondo, dal mutamento dei rapporti internazionali, dai nuovi bisogni di sicurezza , dalla globalizzazione.

Al centro-sinistra non è consentito altro spazio, in Italia e in Europa, che quello di realizzare, nel bipolarismo, strumenti politici retti da visioni omogenee, da un'approccio culturale unitario e da collocazioni politiche conseguenti, secondo quanto del resto insegna l'esperienza dell'evoluzione culturalmente complessa nell'incontro con la liberaldemocrazia della socialdemocrazia europea, ispirata dalla nuova e più complessa condizione del mondo moderno.

L'area laico-socialista, nel momento stesso in cui esclude ogni tentazione di costituirsi in partito o in corrente di partito, punta con convinzione alla costituzione di un nuovo grande soggetto politico riformista italiano nel quadro del bipolarismo europeo.

Ritiene perciò che il suo primo compito sia oggi quello di individuare, sui grandi problemi del paese, un progetto che individui l'identità e la riconoscibilità di una sinistra moderna.

E' perciò un'opera inconciliabile col perseguimento di compromessi politici tattici e contingenti.

Al contrario essa mira ad identificare con nettezza le posizioni corrispondenti alle esigenze effettive della realtà e della politica di riforma : dai grandi problemi civili della scuola, della giustizia, della laicità dello Stato, della comunicazione, ai grandi problemi interni ed internazionali riproposti sul terreno economico-sociale dai fenomeni di globalizzazione, ai problemi delle istituzioni, dell'etica pubblica della scienza momenti fondati dalle trasformazioni e dalle soluzioni.

E quindi in questo senso l'area laico-socialista intende promuovere una serie di iniziative politiche concrete che consentano la continuità dell'iniziativa che oggi è stata assunta.

Roma - 20 gennaio 2002

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Aldo Aniasi, che insieme ad Adolfo Battaglia e Rosario Olivo ha presieduto l'incontro, ha così commentato al termine del convegno:

"la scelta riformista operata in modo inequivocabile dal Congresso dei DS a Pesaro è stata contraddetta dalle decisioni e dai comportamenti successivi.

I dirigenti a tutti i livelli confermano la scelta del socialismo europeo ma sono timorosi di apparire nei fatti socialisti in Italia.

Questa convinzione dei partecipanti al convegno non si è modificata dopo il discorso del segretario Piero Fassino confermando la preoccupazione che se non si cambia rotta c’è il rischio di pesanti conseguenze per il Partito."

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