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Intini:«La sinistra fece la guerra civile e si condannò alla sconfitta»

Da: da Il Resto del Carlino
Data: 1/6/2003
Ora: 2:52:02 PM
Nome remoto: 213.254.3.151

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Tignoso, quell'Intini. Il Psi è scomparso; i Ds non hanno ancora, a detta dei più, completato il loro processo di 'socialdemocratizzazione'; i socialisti, nella gran parte, votano il centrodestra... Eppure, l'ex portavoce di Craxi, l'ex direttore dell'Avanti!, attuale capogruppo a Montecitorio dello Sdi, non demorde. E, in un libro (La politica globale. Per capire Tangentopoli e ricostruire la sinistra, MondOperaio, 9 euro), impreziosito da una lucida prefazione di Paolo Franchi, cerca di capire perché la sinistra, in Italia, sia oggi al suo minimo storico. Tutto comincia con la 'guerra civile' a sinistra tra Psi e Pci. Intini non trascura di rimarcare le arroganze e gli errori del Garofano. Nega che Craxi volesse combattere i comunisti mettendosi a capo della destra e fornisce anche una pennellata psicologica sullo schianto (non solo giudiziario) del Psi con una riflessione di Nenni: «Ogni persona ha un periodo particolare della vita in cui si è manifestata in modo più pieno, in cui ha sentito in modo più profondo e si è espressa per intero a sé e agli altri. E qualsiasi cosa accada in seguito, anche di esteriormente importante, ormai si tratta soltanto di un decadimento».

ghid.


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