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Da: da la Gazzetta di Parma
Data: 1/15/2003
Ora: 12:56:39 PM
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«Sì» della Camera alla Commissione d'inchiesta: la Margherita attacca. Intanto riprende quota l'«indultino», ma si temporeggia Tangentopoli: è subito scontro sul ruolo dei magistrati
ROMA - Il Parlamento dovrebbe indagare su come la magistratura si comportò negli anni di tangentopoli. Questa decisione, presa all'indomani dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, è frutto di una scelta della maggioranza, ed è contestata dall'opposizione che la considera un masso gettato sulla strada di qualsiasi dialogo. Per il centrosinistra infatti, la commissione parlamentare su tangentopoli dovrebbe occuparsi delle cause della corruzione, ma senza gettare sulla magistratura un sospetto generalizzato di politicizzazione. Tecnicamente la decisione non ha nulla di definitivo, visto che quello che è stato deliberato riguarda solo l'adozione del testo base sul quale si dovrà poi discutere. Ma le polemiche che ne sono nate dimostrano che, dal punto di vista politico, torna decisamente verso il brutto il clima del confronto fra gli schieramenti sulle riforme e sulla giustizia.
Protagonista principale di questa situazione è Francesco Nitto Palma, di Forza Italia, relatore assieme ad Enzo Fragalà, di An, sulle proposte di legge presentate sull'argomento. Vista l'impossibilità di trovare un accordo - ha spiegato Nitto Palma - non c'era altro da fare che andare avanti con le proposte della maggioranza. Proposte secondo le quali l'azione dei magistrati non fu segnata solo da un doveroso contrasto alla corruzione ed ai finanziamenti illeciti, ma anche, come afferma Enzo Fragalà, da un atteggiamento di riguardo che avrebbero «salvato» l'allora Pds dalla rovina che colse la Dc, il Psi e i loro alleati.
Questa decisione è stata seguita da dichiarazioni con cui esponenti della maggioranza hanno cercato di smussare le punte della polemica: Michele Saponara, di Forza Italia, ha assicurato che resta la disponibilità al confronto. Anche perchè, aggiunge Donato Bruno, presidente della commissione Affari costituzionali, la decisione non è definitiva.
Ma l'opposizione è concorde: la scelta della maggioranza è un pessimo segnale, perchè pone le premesse per ulteriori polemiche fra magistrati e politici, e perchè suona quasi come una risposta alla difesa dell'indipendenza della magistratura fatta dal procuratore generale Favara.
Per questo, accusa per i Ds Gavino Angius, le parole di apprezzamento rivolte da Berlusconi a Favara, e l'assicurazione che nessuno vuole attentare all'autonomia dei magistrati, sono già «carta straccia». Il voto espresso dalla maggioranza suona, secondo Angius, come una conferma dell'intenzione del centrodestra, che non vuole affrontare il nodo della corruzione politica, ma vuole trasformare le commissioni parlamentari in «armi impugnate contro l'opposizione e contro gli altri poteri costituzionali».
Lo dicono fra gli altri il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, e Pierluigi Mantini, della Margherita. Ma anche esponenti socialisti collocati su sponde opposte paventano un clima di rissa che non può portare ad alcun utile contributo.
Enrico Buemi, dello Sdi, afferma che la maggioranza ha fatto scelte che portano ad uno «scontro inevitabile»; e Bobo Craxi, del Nuovo Psi, vede il rischio di una «battaglia campale» invece di un momento che possa portare a «giustizia e verità» su quegli anni.
Intanto è pronta la statua a Bettino Craxi, che sarà collocata ad Aulla. In marmo bianco di Carrara è ad altezza naturale: un metro e 88 centimetri, più venti centimetri di piedistallo con incisa la stessa scritta che è sulla tomba di Hammamet, «La mia libertà equivale alla mia vita».
Intanto l'indulto ha cominciato il suo iter parlamentare in Commissione giustizia della Camera, ma è l'indultino l'ipotesi che sembra ricevere più consensi tra le varie forze parlamentari. Due i motivi che avrebbero portato i parlamentari di maggioranza e opposizione a cambiare idea e a rivedere le proprie posizioni. Sul fronte opposizione avrebbe contribuito a rimescolare le carte il nuovo «no» di Fini ad ogni provvedimento di clemenza e la campagna pubblicitaria messa in piedi da An contro l'indulto.