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Da: maurizio ciotola
Data: 1/15/2003
Ora: 5:18:40 PM
Nome remoto: 213.254.3.151
In questi giorni, unitamente ad una serie di casualità fortuite, ho ulteriormente soffermato l'attenzione su una coincidenza di indecenze cui il nostro Paese è da troppo tempo obbligato ad ingerire con reazioni volutamente inefficaci.
Parlo dell'omicidio di Giovanni Falcone e il suicidio di Luigi Lombardini, giudici che hanno vissuto in una avversità pressoché totale, all'interno di quell'ordine nato per servire lo Stato, e cioè il Popolo Italiano.
Entrambi, nell'ambito delle rispettive conoscenze e peculiarità, avevano proposto e tracciato schemi organizzativi per lo sviluppo di pool specifici capaci di, contrastare la Mafia il giudice Falcone, e i sequestri di persona, il giudice Lombardini; istituire delle procure in grado di coordinare le informazioni rispettive, non solo di pertinenza astrattamente tematica, per perseguire e smembrare le organizzazioni fino ad ora contrastate senza esito, con una pseudo autonomia, che per alcune procure è già derivata in autarchia.
È importante ricordare quale livello ebbe il contrasto che si oppose al disegno di Giovanni Falcone, all'interno dell?ANM da parte del suo presidente, di Magistratura Democratica, dell'ex sindaco di Palermo, della commissione Parlamentare Antimafia nella sua figura complessiva, e con massima espressione da parte del suo Presidente, e non ultimi quei consulenti, chiamiamo 'studiosi' del fenomeno mafioso, all'epoca sul libro paga del Ministero degli Interni, poi insediatisi all'ONU e divenuti i finanziatori ufficiali per la produzione di papaveri in Afghanistan, per passare ad un eccellente assente, a a quel funerale di Stato dello stesso magistrato, verso cui, probabilmente, era rivolto lo schiaffo ricevuto dal, poi defunto, Capo della Polizia.
Altresì, il giudice Lombardini a Cagliari, vantava un elenco di personaggi tesi a contrastare quel legittimo disegno, di cui ampia nota esiste negli uffici della commissione parlamentare Antimafia, questi personaggi, la cui pregnanza risiede più modestamente nelle istituzioni a carattere locale, mostra un puntuale legame con quel disegno più vasto che impediva, ed impedisce, la costituzione di qualsivoglia sorta di coordinamento efficiente volto a combattere le organizzazioni a delinquere.
Per non dimenticare eccellenti espressioni del fuoco avverso, è doveroso ricordare la prontissima candidatura del giudice Caselli, postuma alla morte di Falcone, alla Procura di Palermo, da dove per 'competenza' territoriale, alcuni anni più tardi, si è aperta una inchiesta sul giudice Lombardini a Cagliari, che in seguito ad un interrogatorio alla presenza di Caselli, si suiciderà.
Il funerale di Lombardini, ben più modesto, non ha visto rappresentanze istituzionali, dileguatesi con il misero alibi del sole agostano, ma è stato accompagnato da illuminanti e sinceri 'saluti' apparsi sui muri della città.
maurizio ciotola
cagliari, 15.01.03