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Da: da Info Sdi
Data: 1/16/2003
Ora: 10:03:34 AM
Nome remoto: 213.254.3.151
Enrico Boselli, presidente dei Socialisti democratici italiani, afferma che la sinistra riformista e' debole perche' non ha sciolto il nodo della ''questione socialista''. Il presidente dello Sdi ha detto che ''la debolezza della sinistra riformista italiana rispetto a tutti gli altri paesi europei, non nasce per un sortilegio o un maleficio''. ''In Italia - ha aggiunto - la sinistra riformista si e' dimezzata, e si e' ridotta al 20 per cento, perché non e' stata affrontata nel modo giusto e corretto la questione socialista''. ''Mi auguro - ha concluso Boselli - che si possa riprendere, prima o poi, questo confronto''. (ANSA).
ULIVO: BOSELLI, COFFERATI NON PUO' ESSERE LEADER, MA...
"Cofferati non puo' essere il leader dell'Ulivo, ma il centrosinistra senza di lui e' difficile : ''Io - afferma il presidente dello Sdi, Enrico Boselli - sono convinto che per l' Ulivo sia necessaria una guida per le prossime elezioni politiche che punti e in qualche modo dialoghi con quell'elettorato moderato che e' indispensabile per poter vincere. Quindi non credo che Cofferati possa diventare il leader dell'Ulivo. Certamente, pero', la posizione di Cofferati e' molto importante. Diciamola cosi': senza Cofferati e' difficile che l'Ulivo possa vincere le prossime elezioni politiche, perche' Cofferati parla ad un elettorato, quello che diciamo sta a sinistra, che ha un ruolo importante''. Per Boselli ''l'Ulivo deve avere e aprire un dialogo in modo particolare con i movimenti e i girotondi. Io non ho dubbi su questo. Ma la cosa fondamentale e' un'altra, cioe' che l'Ulivo mantenga questo dialogo, ma abbia chiara una impronta riformista. Allora il dialogo e' possibile e non diventa uno scivolamento verso posizioni massimaliste, fondamentaliste. Allora, se l' Ulivo ha una chiara impostazione, una chiara impronta riformista, che io oggi ancora non vedo, il dialogo con queste posizioni non solo e' utile, ma e' anche opportuno. Se questa impostazione riformista non c'e', allora si rischia che dal dialogo si scivoli, appunto, in una deriva massimalista che ci farebbe perdere di vista l' obiettivo fondamentale, e penso che consegnerebbe il Paese ancora per molti anni al centrodestra''. (ANSA).
Roma, 15 gennaio 2003