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Da: da Il Secolo XIX
Data: 1/16/2003
Ora: 2:48:28 PM
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Tangentopoli, la bagarre continua
La proposta di istituire una commissione provoca ancora polemiche. Critiche da Cossiga e dall'Anm Lo sconto di pena dell'indulto sarà ridotto a due anni. La Russa ribadisce il no di An
Roma Il giorno dopo, sulla commissione d'inchiesta per indagare sui "giudici politicizzati", è ancora polemica. Il testo messo a punto da Francesco Nitto Palma (Fi) e da Enzo Fragalà (An) e adottato martedì dal comitato ristretto delle commissioni congiunte Giustizia e Affari Costituzionali della Camera come testo base, continua a ricevere le critiche dell'opposizione e di gran parte della magistratura, dal Csm all'Anm. E non va giù neanche ai magistrati che ora siedono in Parlamento. C'è chi lo critica duramente come Anna Finocchiaro ("un altro elemento di scontro, improduttivo, sbagliato e pericoloso") e chi, come Filippo Mancuso, lo definisce semplicemente "inutile visto che non sarà possibile indagare in un anno su migliaia di processi".
Il primo della giornata a dire che voterà no al provvedimento una volta arrivato al Senato è Francesco Cossiga. Attacca Mani Pulite ("il pool è stato animato da finalità di giustizia politica, reazionaria o giacobina"), ma definisce la commissione d'inchiesta così come proposta da Nitto Palma e Fragalà"inopportuna" paventando il rischio di "un inciucio tra i poli".
Non esprime proprio un dissenso, ma quasi Bobo Craxi: "FI ha snaturato l'idea di una commissione su Tangentopoli. Ha fatto un'altra cosa...probabilmente visto l'estremismo del testo non si farà più nulla..''. I togati e i laici di sinistra del Csm fanno muro contro la proposta. A difenderla restano solo i laici della Cdl secondo i quali i magistrati che hanno fatto il loro dovere non hanno nulla da temere da questa indagine. E critiche arrivano anche dal presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati: «Siamo di fronte ad un testo che dovrà essere rielaborato. L'attuale impianto è un'ingerenza nel potere giudiziario». Il commento di Antonio Di Pietro al testo di Nitto Palma ("è un atto immorale posto in essere da un Parlamento delegittimato") suscita le critiche del vicepresidente del gruppo di FI alla Camera Fabrizio Cicchitto che accusa l'ex pm di "ignorare la democrazia".
Intanto An ha messo a punto la sua posizione su indulto e indultino. «Al gruppo parlamentare sarà data indicazione di voto contro l'indulto e contro indultino», ha spiegato Ignazio La Russa capogruppo alla Camera del partito di via della Scrofa: «E' lecito - ha spiegato - che in An ci siano posizioni di coscienza, ma noi opporremo un fermo rifiuto ad ogni provvedimento perdonista». Lo "sconto di pena" per l'indulto sarà limitato, comunque, a due anni. Lo ha stabilito la Commissione Giustizia della Camera che ha accolto un emendamento che stabilisce che «l'indulto è concesso nella misura non superiore a due anni». L'esame della Commissione riprenderà oggi alla fine dell'Aula: resta ancora da definire la questione della cosidetta esclusione oggettiva, ovvero dei reati su cui la concessione dell'indulto è esclusa, mentre i ds hanno ritirato un emendamento che prevedeva che il beneficiario dell'indulto avesse dovuto già scontare la metà della pena: l'emendamento dovrebbe essere riformulato prevedendo che il condannato debba aver scontato un quarto della pena. La decisione della Commissione è stata contestata da Rifondazione Comunista, ma anche da Giuliano Pisapia ed Enrico Buemi, i due firmatari del cosiddetto 'indultinò che oggi andrà all'esame dell'Aula di Montecitorio.
R. Pol. 16/01/2003