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Da: Cost. Socialista Torino
Data: 1/17/2003
Ora: 10:34:51 AM
Nome remoto: 213.254.3.151
Un sagrestano islamico?
Se Bertinotti non esistesse, Berlusconi dovrebbe inventarlo. Complotto o non complotto di D’Alema e Marini, se la memoria non c’inganna, era stato l’inFausto nazionale a mandare a casa Prodi qualche anno orsono.
Ora il nostro esulta per la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare ammissibile il referendum da lui promosso sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Se la maggioranza degli elettori votasse sì, anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti il lavoratore licenziato senza giusta causa dovrebbe essere reintegrato. Chissà il mio barbiere, che non ha dipendenti, se potrà far causa contro se stesso in caso di cessata attività?
A sinistra, come ormai consueto, è uno sconquasso. Non tanto per Fassino e D’Alema che, dopo aver vinto il Congresso, hanno perso quasi tutto, ma soprattutto per il “cinese” Cofferati che, contrario a suo tempo al referendum, tenta oggi di sottrarre a Fausto la simpatia di movimenti e girotondini vari, spesso entusiasti per le cazzate di turno.
La cosa più divertente è che, col referendum, si chiede anche di estendere l’articolo 18 a quelle particolari aziende che svolgono, senza scopo di lucro, attività politica, sindacale, di religione o di culto. Sarebbe giusta causa il licenziamento di un funzionario “rifondatore” passato a Forza Italia? E se un sagrestano dovesse convertirsi all’Islam, potrebbe il parroco licenziarlo senza problemi?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Candido
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