[ Home page | Sommario | Archivio | Invia | Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]
Da: da La Stampa
Data: 1/17/2003
Ora: 10:41:24 AM
Nome remoto: 213.254.3.151
TUNISI
Lo Stato si affaccia ad Hammamet. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini è in Tunisia in visita ufficiale, da ieri pomeriggio. Stamattina vedrà il presidente Ben Alì, nella capitale. Poi, nel pomeriggio, si trasferirà ad Hammamet, nel piccolo cimitero cristiano sulla spiaggia, dove, sotto le mura della medina, è sepolto Bettino Craxi. Stefania Craxi inaugurerà la sede locale della Fondazione che porta il nome del padre. Sono attesi centinaia di militanti socialisti, arrivati ieri in Tunisia su voli charter partiti da Roma e da Milano. Domani sarà celebrata una messa per il leader socialista.
Domenica mattina, terzo anniversario della morte, la diaspora del Psi si riunirà ancora una volta sulla tomba. Ma neppure quest´anno sono mancate le polemiche, i dissapori, le riconciliazioni.
Dopo l´intervista a «La Stampa» in cui ricordava che Giuliano Amato non aveva mai messo piede ad Hammamet, Stefania Craxi ha ricevuto una lettera dell´ex presidente del Consiglio, in cui si legge tra l´altro: «So di avere un debito morale con la memoria di tuo padre e con me stesso, quello di andare a ricordare sulla sua tomba». «Lo farò - continua la lettera - senza clamori e porterò con me la convinzione che la storia possa (e già sta accadendo) restituire nella giusta luce quanto egli fece (e quanto non fece)».
Stefania Craxi si è detta «molto contenta» di questa risposta. Molto contenta - ha spiegato - «che lui riconosca di avere un debito morale con mio padre. Quello che auspico che lui faccia è uno sforzo serio, rigoroso, forte per saldare il debito politico che ha verso i socialisti e verso la storia socialista difendendo con vigore, senso di giustizia e verità, quella storia e quella cultura socialista che delle tante culture che hanno albergato nella sinistra è l'unica che abbia retto il confronto con la storia».
«L´omaggio di Casini al cimitero di Hammamet in Tunisia dove sono sepolte le spoglie di Bettino Craxi rappresenta un attestato politico ed umano rilevante - dice Bobo Craxi -. E´ un gesto fortemente riconciliatorio fra le istituzioni del nostro paese che restituiscono al cittadino, al democratico prima ancora che all´uomo di Stato, il ruolo che gli compete nella storia».
Claudio Martelli però non sarà ad Hammamet a commemorare Craxi. «Ci andrò solo più tardi. Preferisco pensieri e ricordi anche difficili alle fanfare commemorative tardive - ha dichiarato in un´intervista al settimanale L'Espresso -. «Quella con Bettino è stata un'amicizia profonda, vera, durata trent´anni. Non è giusto che alla fine si ricordi solo il periodo della rottura. Credo che mi volesse bene. Di me diceva cose lusinghiere che, con tutto quello che è successo, faccio fatica a ripetere. Diceva, per esempio, che ero l´unico uomo politico italiano che sapeva dare emozioni», racconta Martelli, che parla dei chiarimenti avuti successivamente con Craxi. Mi chiamò una prima volta, quando nel 1999 tornai alla politica e mi candidai con lo Sdi alle Europee. Mi disse soltanto: stai facendo una buona campagna elettorale. Poi, due settimane prima che morisse, mi telefonò la figlia e me lo passò. Parlammo a lungo, ci ritrovammo. Volevo andare a trovarlo subito, ma si fermò perché aveva paura di emozionarsi». Martelli rivela inoltre: ««Andai da Mancino e Violante ad implorarli di intervenire su D´Alema, allora presidente del Consiglio, perché il governo gli desse un salvacondotto per venire in Italia senza rischiare il carcere. Seppi più tardi che ci sarebbero stati troppi cavilli, ma io avevo fatto il ministro della Giustizia e so che, se si vuole, i cavilli si superano». Martelli si concede anche una battuta sull´affare di Malindi. Trasportava davvero un po´ di erba? «Proprio perché parlo con l'Espresso, che lanciò la notizia, mi verrebbe da dire che mi avete beccato l´unica volta che non ce l´avevo».
r. r.