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Re: B. Craxi: "FI ha ha impedito che il testo portasse la firma di esponenti del Psi

Da: da Il Messaggero
Data: 1/17/2003
Ora: 11:32:12 AM
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ROMA - Allarme dei giudici dell’Anm per la proposta della maggioranza di istituire una commissione d’inchiesta su Tangentopoli che indaghi anche sull’operato della magistratura negli anni di Mani pulite. La scelta della Cdl compatta nella protesta anchetutti i togati del Csm e i membri "laici" di centrosinistra. Mentre l’opposizione annuncia battaglia di fronte al voto delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, in cui vede un ulteriore ostacolo al dialogo tra i poli. «E’ un’ingerenza che lede il principio costituzionale della separazione dei poteri», afferma il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Edmondo Bruti Liberati, il quale peraltro esprime la speranza che il Parlamento, «essendo ancora una bozza non definitiva, la riesamini». E il segretario dell’Anm Carlo Fucci sottolinea i rischi legati a un’indagine sulle idee politiche dei giudici che aprirebbe la strada al «condizionamento del lavoro dei magistrati». Uguale la bocciatura di palazzo dei Marescialli, dove i togati del Csm, senza distinzione di corrente, e i laici nominati dall’Ulivo vedono nell’intento di «fare processi ai processi» e di andare alla ricerca di giudici politicizzati «un attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura». A queste preoccupazioni replica il vicecapogruppo di FI Fabrizio Cicchitto, uno dei promotori della proposta votata dalla Cdl: «L’inchiesta non è contro il complesso della magistratura, ma vuole capire se quel ristretto gruppo di magistrati che negli anni ’92-94 si è comportato come Di Pietro, ha operato forzature e fatto uso politico della giustizia». E a una «corretta ricostruzione di quel periodo» si richiama anche Enzo Fragalà, responsabile di An in commissione Giustizia, uno dei padri della proposta. Di contro, l’opposizione, con Giuseppe Fanfani (Margherita), annuncia «tutti gli emendamenti necessari a rendere il testo corrispondente alle attese di verità e giustizia dei cittadini». Profondo scetticismo sulla «utilità» di una commissione siffatta viene espresso da Giulio Andreotti: «Le commissioni parlamentari sono utili se si fanno con il fine di avere luce, di chiarire punti particolarmente oscuri. Ma sono inutili se vengono decise al solo fine di rinfocolare polemiche». Anche Francesco Cossiga si pronuncia per «l’inopportunità» della commissione, annunciando che non avrà il suo voto, anche perché «è un grave ostacolo alla ripresa di un costruttivo confronto tra i poli sul tema delle riforme».

Ma alcune perplessità sul testo della maggioranza affiorano anche all’interno della Cdl. Erminia Mazzoni (Udc) annuncia «significativi emendamenti» del suo partito assieme all’intenzione di «non celebrare processi a chicchessia». E anche Bobo Craxi - per molteplici ragioni tra i più aperti sostenitori di un’inchiesta su Tangentopoli - osserva che il ddl votato alla Camera «snatura la commissione. FI ha voluto farla diventare un’altra cosa. Con un testo così "estremo" il rischio è che non se ne faccia più niente. Gli opposti estremismi non portano ad alcun risultato». Per Craxi «si tratta di un fatto di imperizia politica che ha impedito che il testo proposto portasse la firma di esponenti del Psi e della Dc. Ma l’educazione politica non pare essere nel patrimonio politico e culturale di Forza Italia».

M. Sta.


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