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Re: Diaspora socialista: Un percorso comune

Da: da Il Giornale di Calabria
Data: 1/17/2003
Ora: 11:50:57 AM
Nome remoto: 213.254.3.151

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E' stata indubbiamente l'occasione buona offerta alle varie componenti socialiste del cosentino e della Calabria. Ci riferiamo alla tavola rotonda promossa dall'Associazione culturale "Pensiero Laico" nel Cinema S. Nicola di Cosenza. Il dibattito, coordinato dal giornalista Enzo Arcuri, è stato introdotto da Vincenzo Ziccarelli, che ha illustrato le finalità dell'Associazione Pensiero Laico, tese a contribuire alla laicità dello Stato e della Società. Fermo restando il rispetto assoluto della forte presenza della religione cristiana nel nostro Paese. "Pensiero Laico", per Ziccarelli, consapevole del vuoto politico e culturale lasciato dal vecchio PSI, intende proporre a tutti i socialisti, dispersi nei due schieramenti del "maggioritario" attuale, di ricercare le vie del rilancio e del ritorno alla politica, e per riproporre progettualità e proposte che si richiamino al filone del socialismo italiano, scevro da sollecitazioni di movimenti estremisti, massimalisti, giustizialisti e girotondisti, che non servono al Paese, alla Calabria ed alla sinistra.

I partecipanti alla tavola rotonda ed i vari intervenuti nel dibattito, sia pure con qualche distinguo, si sono detti consapevoli della centralità della questione socialista e della conseguente ricomposizione della diaspora con annesso recupero dell'elettorato socialista. Prima di commentare, in sintesi, i contenuti del dibattito, giova evidenziare che Sandro Principe e Saverio Zavettieri hanno fatto la proposta concreta (gettando un ponte ai vari rigagnoli della diaspora) di reiterare gli incontri, per tentare un percorso unitario fondato, innanzitutto, sui contenuti di un progetto riformista per lo sviluppo economico, sociale, politico, istituzionale e civile della Calabria.

Nel merito delle posizioni espresse: l'onorevole Mancini jr ha richiamato la necessità di fare emergere l'orgoglio socialista, al pari dell'orgoglio democristiano. Ma bisogna vedere il "come", il "quando" ed il "dove" superare la diaspora, per riprendere il cammino delle riforme e la difesa delle classi deboli del territorio calabrese. Ovvia e scontata, per Mancini, la collocazione a sinistra di tutti i socialisti.

Marini invece ha rilevato la necessità uscire dalla morsa del sistema elettorale maggioritario per fare emergere la cultura, la tradizione ed il progetto riformatore dei socialisti. Altro intralcio alla ricomposizione - per Marini - è l'Internazionale socialista, dove c'è lo Sdi ma non c'è il nuovo Psi. Per Pino Napoli non c'è all'ordine del giorno della politica attuale la questione della ricomposizione dei vari tronconi del socialismo italiano. Esiste, invece, il problema del recupero dell'elettorato socialista, determinante per la costruzione di un grande partito di sinistra, riformista e socialdemocratico. Zavettieri del Nuovo Psi ha posto la domanda: "Perchè’ Sdi-Ds-Pse-Labursti, che fanno parte del campo della sinistra, non sono riusciti finora ad unificarsi? Evidentemente esistono problemi di linea politica e soprattutto di vicinanza o lontananza dai movimenti intransigenti e massimalisti che paralizzano il percorso di revisione verso il riformismo da parte della sinistra attuale". Occorre, per Zavettieri, un collegamento dialettico costruttivo fra le componenti socialiste, che trovano notevoli disagi e scarsa visibilità nello scomodo condominio costituito da entrambi i poli. "I socialisti, ovunque si trovino - ha precisato Zavettieri - devono chiedersi perché mai destra e sinistra non vogliono istituire la commissione parlamentare d’inchiesta su tangentopoli, che dovrà dire la verità su Mani Pulite. Anche per vedere se si è trattato di un'azione di moralizzazione o di una vera e propria via giudiziaria all'eliminazione di un'intera classe politica e di governo facente capo ai partiti democratici della prima repubblica, con particolare accanimento sul Psi e su Craxi".

Fra i tanti intervenuti dalla "platea" l'onorevole Principe, il senatore Frasca, l'ex sindaco di Crotone, Visconte Frontera, Emilio Cozza, Lo Gullo ed altri. Degna di nota la soddisfazione degli organizzatori dell'incontro-dibattito e segnatamente del presidente del Pensiero Laico, Ziccarelli, per avere avviato un dibattito ed un discorso unitario. "Sapevamo delle difficoltà e delle diversità di scelte e di valutazioni presenti nella diaspora socialista, ma proprio per questo siamo convinti di dover contribuire a tracciare un percorso di confronto e di ricerca di convergenze, che potrebbero trovare presto delle verifiche importanti nella battaglia per le riforme istituzionali, necessarie alla democrazia italiana, ad iniziare dalla modifica del Mattarellum che costringe la cultura socialista ad annullarsi nel magma dei due poli (destra o sinistra) che per molti aspetti si somigliano e frenano l’ansia di rinnovamento che promana dal Paese in generale e della Calabria in modo particolare. Come pure si potrebbero registrare convergenze possibili in occasione delle prossime elezioni Europee, che si svolgeranno con il sistema elettorale proporzionale. Senza escludere, poi, le future tornate elettorali amministrative". Infine il commento positivo della base socialista presente al convegno: "Speriamo che il Partito Socialista ritorni alla grande".... E quello negativo, malevolo degli scettici o detrattori del vecchio e nuovo Psi"A volte ritornano! Ma se ne può fare a meno!"-.

Sante Casella

da Il Giornale di Calabria


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