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Da: da Il Manifesto
Data: 1/18/2003
Ora: 4:04:27 PM
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Craxi, l'omaggio di Casini
«Fu un socialista autonomo e anticomunista quando non era facile» Hammamet Il presidente della camera sulla tomba dell'ex leader del Psi: «Nessuno può scagliare la prima pietra» Pelegrinaggio Stefania Craxi ringrazia commossa il presidente della Camera: «E' una parziale riparazione per l'infame persecuzione» Nel terzo anniversario della morte di Bettino Craxi è il presidente della camera Pierferdinando Casini a ridefinire da Hammamet l'eredità del primo presidente del consiglio socialista che «fu lasciato solo» nella latitanza-esilio dal terremoto di Tangentopoli che ha portato al governo Berlusconi: quella di un «anticomunista». Per Casini quello ad Hammamet è un ritorno. Tre anni fa, fu infatti il primo uomo politico italiano a partire per la Tunisia. Un viaggio lampo - era la vigilia del congresso del Ccd - poi rivendicato dal palco di Fiuggi: «Oggi c'è un vuoto nella politica italiana - dichiarò Casini - ed è quello che ha lasciato Bettino Craxi». Tre anni dopo, Casini precisa la sua interpretazione del leader socialista che riuscì a tenere in scacco la Democrazia cristiana: «Craxi è stato un socialista autonomo - dice il numero uno di Montecitorio da Hammamet - un uomo di sinistra ed un anticomunista negli anni in cui essere anticomunisti non era né semplice né facile». Quanto alla vicende giudiziarie e al malcostume della corruttela politica alimentati dalla stagione craxiana, secondo Casini «nessuno può scagliare la prima pietra. Certamente Craxi ha fatto degli errori, ma io ricordo il discorso che fece alla camera dei deputati partendo proprio dal riconoscimento sincero delle colpe e delle responsabilità che vi erano nel sistema dei partiti. Rimase solo perché non vi fu il coraggio di un approfondimento a 360 gradi, che andava fatto con serenità». E che Casini si guarda ancora bene dal fare.
L'iniziativa del presidente della camera viene accolta con favore dal premier Silvio Berlusconi. «Un gesto apprezzabile», dice il premier a cui piace apparire erede del craxismo ma non troppo (ieri in un'intervista Ugo Intini ha ricodato come Craxi lo ritenesse «un amico personale» ma pur sempre «un democristiano»). Plausi al gesto di Casini anche dai diessini Giorgio Napolitano e Valdo Spini, oltre che da tutti i partiti che si richiamano all'eredità del Psi (da Boselli a Bobo Craxi passando per De Michelis). Rigido, invece, l'ex pm di mani pulite Antonio Di Pietro, secondo cui la visita comunque «non cancella le colpe di Craxi», che morì da «latitante».
Approfittando delle doti taumaturgiche del tempo, anche Giuliano Amato ha deciso di ricucire lo strappo con la memoria del leader che l'ha creato. Il dottor sottile ha infatti inviato una lettera alla figlia di Craxi, Stefania. «Verrò anch'io alla tomba, ma senza clamori - scrive Amato - Porterò con me la convinzione che la storia possa (e forse sta già accadendo) restituire nella giusta luce quanto egli fece (e quanto non fece)». E anche Claudio Martelli, che ruppe già in vita con Bettino Craxi e la sua famiglia, ha fatto sapere che andrà a rendere omaggio: ma da solo. «Preferisco - dice - pensieri e ricordi anche difficili alle fanfare commemorative». Una partecipazione di cui si compiace Stefania Craxi, che la accoglie come parziale riparazione dell'«ingiustizia» e dell'«infame persecuzione» che colpendo i reati di Bettino Craxi avrebbe colpito anche tutta l'Italia.