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Re: Casini: «Onoriamo Craxi. Ma ora basta coi rancori»

Da: da Il Giorno
Data: 1/18/2003
Ora: 4:38:07 PM
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Alessandro Farruggia

HAMMAMET (Tunisia) — «Sono venuto a onorare Bettino Craxi». A tre anni dalla scomparsa in Tunisia, il leader del Psi ha avuto ieri il primo autentico riconoscimento da parte dello Stato italiano: il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, in visita ufficiale, si è recato a rendere omaggio sulla sua tomba scavata nella sabbia. Famiglia Ad accogliere Casini, la famiglia Craxi (la moglie Anna, i figli Stefania e Bobo, i nipoti) e oltre quattrocento craxiani che non hanno 'rinnegato': da De Michelis a Tognoli e Di Donato, dalla Marinucci a Del Bue e Arduino Agnelli. Con loro anche una delegazione dello Sdi guidata dal capogruppo alla Camera (ed ex portavoce del leader del Psi) Ugo Intini. Davanti a questa platea sferzata dal vento di tramontana e ancora divisa Casini ha ripetuto e approfondito i concetti che lui e Berlusconi enunciarono lo scorso anno in occasione della commemorazione di Craxi alla Camera: «Bisogna chiudere una pagina della storia del nostro paese e bisogna farlo con serenità. Non sono venuto a fomentare polemiche, che non servono e che sono già troppe. Ma a sottolineare che questo cimitero in riva al mare è un luogo che deve servire a meditare e nel quale dobbiamo riconoscere i grandi meriti politici di Craxi, che è stato l'interprete di un socialismo autonomo, un uomo di sinistra ma anche un anticomunista in anni nei quali non era facile serralo. Un uomo che per un paradosso della storia ha visto vincere la sua visione del socialismo quando è rimasto solo. In questa vicenda nessuno può scagliare la prima pietra. Certo Craxi ha commesso degli errori, ma ricordo il suo discorso alla Camera del 1993 che partiva proprio dall'ammissione delle responsabilità che vi erano nel sistema dei partiti. Allora Craxi rimase solo perché non vi fu il coraggio di un approfondimento a 360 gradi. Oggi possiamo e dobbiamo andare oltre». Molta acqua è passata sotto i ponti da allora e proprio quando si prospetta la possibilità di dar vita a una commissione su tangentopoli, da Casini (che non la nomina) viene un monito «ad abbassare i toni e ad assumere la consapevolezza che bisogna scrivere con serenità alcune pagine della storia del nostro Paese». Ben venga la commissione, quindi, ma come strumento di ricostruzione di una verità condivisa e senza spirito di vendetta contro una parte della magistratura. Stefania Craxi, che ieri ha inaugurato ad Hammamet il primo circolo in terra straniera della Fondazione Craxi e che è il 'deus ex machina' di questa visita (fu lei a novembre a chiedere a Casini di venire ad Hammamet e a ottenere un sì immediato), era più che soddisfatta: «Ringrazio il presidente della Camera. Il suo omaggio alla tomba di mio padre è oggetto della nostra più sincera gratitudine». «Casini — ha aggiunto Bobo Craxi — ha avuto un grandissimo coraggio con un gesto che ha una simbologia che non sfugge a nessuno. Un gesto di riconciliazione che può aprire una nuova stagione: se invece di essere inteso come gesto pacificatore produrrà polemiche vorrà dire che il nostro Paese non è ancora pronto a fare i conti con il passato». Si vedrà. «Nella parole di Casini — ha detto Intini — credo si possa riconoscere l'intero Parlamento. Come diceva Nenni, il tempo è galantuomo: finita la stagione della caccia alle streghe, ritorna l'ora di un giudizio storico equilibrato sulla figura dello statista Craxi».


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