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Re: NPSI: BOBO: "UN GIORNO TORNEREMO A SINISTRA

Da: da Il Giorno
Data: 1/19/2003
Ora: 2:52:11 PM
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Bobo Craxi: «Un giorno torneremo a sinistra»

di Alessandro Farruggia

HAMMAMET (Tunisia) _ Il giorno dopo la storica vista del presidente della Camera Casini sulla tomba di suo padre Bettino ( «mi aspettavo più polemiche, forse è il segno di un intiepidimento del clima») il presidente del Nuovo Psi, Vittorio Bobo Craxi, guarda oltre. Verso un ingresso nell'internazionale socialista e una nuova autonomia politica.

Onorevole Craxi, perché ha chiesto la riammissione del Nuovo Psi all'Internazionale socialista?

«Quello che ci preme non è la certificazione di una adesione formale: il nostro è un tentativo di ricollocarci nel nostro alveo. Ottenere cioè una ricucitura storica e una collocazione politica in prospettiva, che non può non essere una prospettiva di socialismo. Questa è una questione centrale per riguadagnare i nostri elettori».

Molti dei vostri elettori però se ne sono andati con Forza Italia, e sembrano starci piuttosto bene. Crede che torneranno?

«Forza Italia aderisce al partito popolare europeo, è un partito cattolico, democratico e liberale. I socialisti che si sono rifugiati lì sono di passaggio. Di questo mi pare si sia consci anche in Forza Italia: hanno paura che il pezzo del nostro elettorato che li ha scelti gli scivoli sotto i piedi. E così dopo il congresso dell'Udc è iniziata un'azione, non credo direttamente voluta da Berlusconi, per giungere alla nostra assimilazione, e il progetto dell'Avanti liberalsocialista ne è una prova. Ma noi non ci stiamo, faremo uscire un nostro Avanti, il cui numero zero abbiamo portato ad Hammamet, che sotto la testata avrà solo la dicitura: giornale socialista. E' un segno di resistenza al tentativo di assimilazione».

Voi tenete molto al ritorno nell'Internazionale socialista, ma dallo Sdi e anche dai Ds fanno sapere che fino a quando state al governo con il centrodestra vi autoescludete da soli….

«Premesso che se i Ds sono nell'Internazionale socialista lo devono ai compagni Craxi, De Michelis e Di Donato, l'argomento che essendo al governo con la destra non possiamo far parte della famiglia socialista non regge. Proprio per il Pds fu fatta un'eccezione grossa come una casa. Quando entrò era infatti all'opposizione di un governo guidato dal socialista Giuliano Amato. E poi, in olanda i socialisti sono al governo con i liberali e in Austria la coalizione che ha gidato il paese è sempre stata tra popolari e socialisti. Quindi, la nostra richiesta non è infondata e mi auguro che il bureau dell'Internazionale valuti con attenzione la nostra proposta di partecipare con osservatori...».

Non è che avete un ripensamento rispetto alla scelta di far parte della Casa delle Libertà?

«Non c'è nessun ripensamento. Ma occorre ricordare che siamo nella Cdl non per scelta strategica, ma dettata dalle condizioni. Con la Cdl c'è un'alleanza politica, un accordo elettorale, ma noi nasciamo e vogliamo rimanere un partito autonomo: dire che il nostro rapporto con la Cdl è meraviglioso è dire una fesseria quando ci sono forze poco più grandi della nostra che hanno una rappresntanza parlamentare enormemente superiore...».

Esclude ribaltoni?

«Non dimentichiamo certo di essere stati eletti con i voti della Casa delle Libertà. Quindi nessun ribaltone. Al massimo, al massimo, potremmo passare all'astensionismo».

Certo, se nei Ds il solco tra maggioranza dalemiana e cofferatiani dovesse approfondirsi e il 'botteghino' dovesse frantumarsi...

«Dice Eraclito: dalla lotta scaturisce l'armonia. Una destrutturazione dell'attuale sinistra, un big bang, sarebbe un'ipotesi che aprrebbe nuovi scenari. Il problema sarebbe trovare in questa destrutturazione uno spazio per una area riformista...».

Si dice che Fassino sia venuto a trovarla nel suo studio...

«E' venuto, ma parecchio tempo fa. Ho ascoltato le sue proposte, abbiamo discusso. E un mese e mezzo fa, a Tunisi, ci siamo anche visti io, De Michelis e Violante: è stato un confronto aspro ma aperto. De Michelis è stato molto franco con Violante».

Però in prospettiva...

«Francamente non vedo una soluzione conciliatoria a breve con i Ds».


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