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Re: Lista Craxi alle europee? La Fondazione ci pensa

Da: da Il Riformista
Data: 1/22/2003
Ora: 9:17:33 AM
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SOCIALISTI. STEFANIA CAUTA, MA AMMETTE: «ARCISTUFA DELLE BARUFFE, BISOGNA FAR QUALCOSA»

Lista Craxi alle europee? La Fondazione ci pensa

«Una lista per le Europee? Certo: bisogna rompere gli indugi». A parlare è Giorgio Pesaresi, dirigente della Fondazione Craxi, uno dei tanti, «anzi tantissimi», che nei giorni scorsi ad Hammamet hanno ribadito a Stefania Craxi la richiesta di scendere in campo «nel nome del padre». In verità, anche nella sede centrale di via Pasubio, più di una volta - nella consueta riunione del lunedì mattina - il gruppo ristretto di collaboratori della figlia del leader socialista, spinti dall'insistenza di migliaia di iscritti, hanno posto la questione all'ordine del giorno. In fondo, gli elementi per giocare la carta elettorale ci sono tutti. In primo luogo, il sistema di voto delle Europee - il proporzionale puro - che consente di uscire dalla logica bipolare e di presentare, quindi, una lista autonomista, sicuramente gradita all'elettorato socialista dispersosi in mille rivoli dopo la diaspora. Poi, la data: primavera 2004, in modo da avere tutto il tempo per raccogliere firme, candidature e fondi. Infine, il radicamento sul territorio, considerato dai consiglieri di Stefania Craxi un fattore decisivo. La Fondazione, infatti, vanta già settanta circoli, che - escludendo la Valle D'Aosta - coprono tutto il territorio nazionale. Circoli guidati, in genere, da trenta/quarantenni, provenienti perlopiù dai mondi del volontariato, dell'associazionismo e dell'imprenditoria. Persone politicamente giovani, potenzialmente capaci di portar voti e - soprattutto - parecchio distanti dalla nomenklatura del vecchio Psi. Quella stessa nomenklatura che ad Hammamet ha rischiato di rovinare la visita di Pierferdinando Casini per una imbarazzante disputa verbale - innescata in tempo reale davanti alla tomba di Bettino Craxi - sulla proprietà dell'Avanti, il quotidiano socialista che conta ormai ben tre edizioni diverse: la prima legata agli ex socialisti che militano in Forza Italia, la seconda allo Sdi, l'ultima al Nuovo Psi. La lite di Hammamet ha molto turbato la presidente della Fondazione, al punto che ieri mattina - durante la solita riunione - quando uno dei suoi collaboratori ha rilanciato l'idea elettorale, Stefania Craxi si è mostrata per la prima volta possibilista: «Questi qui - ha detto - oggettivamente impediscono a chi ha a cuore il socialismo di avere un punto di riferimento per tornare a fare politica. In effetti, bisogna fare qualcosa». Appresa la notizia da una fonte interna alla Fondazione, il Riformista ha raggiunto Stefania Craxi. «Amareggiata» - perché nei giorni precedenti alla cerimonia nessuno degli esponenti socialisti le ha offerto aiuto, «nonostante difendessi anche la loro storia» - ma «felice» per la visita di Casini, la presidente della Fondazione Craxi - pur non annunciando ufficialmente la presentazione della lista - ammette il suo disagio: «Sono stufa, anzi arcistufa delle baruffe della vecchia nomenklatura e della loro logica. Hanno sbagliato due volte: la prima quando se la sono squagliata; la seconda dopo la morte di Craxi, quando non si sono dimostrati all'altezza del compito, abbandonandosi a liti grottesche e dando uno spettacolo indecoroso. La prima volta, dato anche l'attacco violento di cui è stato vittima il partito, è possibile perdonare. La seconda no». Sono parole durissime quelle della Craxi, ma esposte senza l'emotività che in passato l'ha contraddistinta. Impossibile non notare la mutazione. Sta forse già parlando da capo di partito? «No. Fare l'ennesimo piccolo partitino non m'interessa. Piuttosto penso a un progetto socialista laico-liberale nuovo, di cui c'è grande bisogno nel paese: basta guardare le vicende politiche di tutti i giorni. Certo è che non può nascere da loro (Sdi, Nuovo Psi, e socialisti in Fi, ndr) ma solo da un rinnovamento di idee, linguaggi e uomini: Craxi e il suo popolo stanno andando da una parte, loro dall'altra. Proprio oggi che i meriti di mio padre vengono unanimemente riconosciuti, personalità importanti della storia socialista cercano solo una misera rivincita personale, frantumandosi nelle pieghe della vicenda politica che vive oggi il paese». La Lista Craxi può essere la soluzione? La risposta è evasiva, ma fino a un certo punto: «In Italia sicuramente manca una forza progressista e moderatrice che fermi la marcia verso gli estremismi di destra e sinistra. Però insisto: il punto più importante è il progetto».


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