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Re: ARTICOLO 18: C O M U N I C A T O

Da: SEGRETERIA NAZIONALE UIL
Data: 1/23/2003
Ora: 11:09:57 AM
Nome remoto: 213.254.3.151

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La Segreteria nazionale della Uil ritiene che il referendum sull’articolo 18 sia il prodotto finale di una campagna demagogica sul tema dei diritti svolta da alcune forze politiche e sociali nel corso del 2002.

In realtà, esiste un problema vero di tutela e di protezione dei lavoratori dai licenziamenti senza giusta causa. E, tuttavia, lo strumento del referendum è inefficace al conseguimento di quell’obiettivo.

Tenuto conto di tali premesse e valutata la nuova condizione determinata dalla decisione di ammissibilità di questa consultazione referendaria, la Segreteria nazionale della Uil ripropone oggi, così come già accadde nello scorso mese di maggio, la definizione di una proposta di legge quale unica valida risposta alle richieste di allargamento delle tutele a tutti i lavoratori.

La Uil, dunque, si farà promotrice di un progetto che attinga al migliore patrimonio normativo europeo, con particolare riferimento a quello tedesco e svedese, al fine di costruire una legge che sia in grado di risolvere il problema. Tale proposta, per essere credibile ed efficace, dovrà collocarsi in uno scenario scevro da mistificazioni e da strumentalizzazioni e dovrà necessariamente coinvolgere tutte le forze politiche e sociali per giungere alla determinazione di un consenso maggioritario in Parlamento.

A tal proposito, la Uil, già a partire dai prossimi giorni, avvierà una serie di incontri serrati sia con le altre Organizzazioni sindacali sia con le forze politiche per dar vita ad una proposta condivisa sulla base delle citati indicazioni e con i menzionati obiettivi.

Terminato questo percorso, se l’esito dovesse risultare negativo e se la Uil fosse costretta a prendere atto dell’impossibilità di dar vita ad un progetto autenticamente riformista in materia di tutele, sarà avviata allora una consultazione interna all’Organizzazione per decidere l’indicazione di voto referendaria, nessuna esclusa, più efficace al conseguimento di quell’obiettivo. L’allargamento delle tutele, infatti, resta per la Uil un progetto da realizzare comunque e qualunque fosse l’esito del referendum.

Roma 17 gennaio 2003


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