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Re: La questione socialista.  Ma l'urgenza vera è trovare validi progetti riformisti

Da: A. Finocchiaro, da La Sicilia
Data: 1/24/2003
Ora: 2:50:16 PM
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La questione socialista. Ma l'urgenza vera è trovare validi progetti riformisti

Non mi piace la parola riabilitazione. Evoca regimi o tribunali. Non mi pare adatta, poi, a risolvere questioni intricate com'è stata la storia politica, e non solo politica, dell'Italia degli ultimi 10 anni. Sono convinta, invece, della necessità di una pacificazione del Paese e di una riconciazione tra le forze del socialismo italiano, della sinistra italiana. Non condivido la ricostruzione operata da Andò, non tutta almeno. Trovo parziale la ricostruzione della prima fase di quel periodo. La denuncia di Craxi in Parlamento restò isolata non solo perché nessun partito d'opposizione, a cominciare dal Pci, si alzò per interloquire positivamente, ma assai di più perché i segretari dei partiti di maggioranza, a cominciare dalla Dc, non offrirono nessuna sponga. Bettino Craxi restò, in Parlamento, solo. Bettino Craxi che dell'anticomunismo aveva fatto asse della propria linea politica. Mi pare fantasioso poi che tangentopoli sia stata originata da un patto «scellerato» tra Pci e nuovi poteri forti. Sostenerlo non ci aiuta a capire che le Procure intervengono – dopo decenni di indifferenza – perché il sistema complessivo non riesce più a reggere gli argini. Ma questo ci obbliga – tutti – a riconoscere che quello che è stato in discussione non è stato solo il capitolo del finanziamento della politica. E ci avrebbe obbligato, allora, ed apertamente mettere in correlazione la fine della guerra fredda e la straordinarietà della democrazia italiana, vivacissima e produttiva, certo, di grandi conquiste democratiche e della ricostruzione post-bellica, ma anche «drogata» dalla presenza del muro di Berlino. Forse drammaticamente incapace di autosufficienza. Potrei continuare e non dubito che mi potrebbero essere contestati altri fatti, altri nessi. Ma forse, oggi, non è più questo il punto, nel senso che questo lavoro va intanto fatto, e compiuto, scontando l'approssimazione di ogni verità storica o processuale che sia. Ma l'urgenza di oggi è un'altra. E' sperimentare quanto sia possibile recuperare una comune ambizione riformista di fronte al fatto che, come dice Andò, il Paese sta vivendo una fase di declino, nuove povertà si sono aggiunte a quelle tradizionali, la giustizia sociale registra passi indietro e l'Italia del privilegio è tornata a farla da padrone. Se questo, credo, possiamo costruire. Non sono convinta che i socialisti che sono passati con il centrodestra, non tutti almeno, torneranno da questa parte. Ma non è questo il punto. Non si tratta di riportare indietro le lancette al congresso di Livorno, si tratta di fare fronte ai problemi di questa modernità italiana, di trovare le parole ed i progetti per offrire a chi si dica riformista un'occasione condivisibile.

Anna Finocchiaro


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