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Da: per la redazione, Luca Guglielminetti
Data: 6/1/00
Ora: 4:21:27 PM
Nome remoto: 213.254.0.208
Tornando al fondo di Stefano Carluccio, vorremmo soffermarci su una seconda affermazione, là dove scrive: “I valori che ispirano questa sinistra liberale, repubblicana e del riformismo socialista, sono valori più vicini a quelli del cattolicesimo liberale di quanto non lo siano alla realtà post-comunista”. Dal terreno comune della pratica riformista, il Direttore di Critica Sociale passa al terreno comune dei valori, per giungere a giustificare l’alleanza tra le due tradizioni: il nuovo partito liberalsocialista e il polo delle libertà. Anche nel caso dei valori, l’errore che riscontriamo è il sacrificio del proprio patrimonio etico e culturale. L’autore sembra che essersi accorto che negli ultimi dieci anni c’è stato un dibattito sull’attualità di Destra e Sinistra che ha coinvolto i socialisti di tutta Europa, da Giddens, a Bobbio, a Lang. Dibattito che ha posto in rilievo proprio la diversità di valori tra Destra e Sinistra su temi come diritti civili, biotecnologie e ambiente. Del resto ci troviamo ogni giorno di fronte a problematiche mediche, bioetiche, di ingegneria genetica, che pongono alla classe politica gravose scelte nell’ambito dei valori: non credo si possano liquidare i valori laici del socialismo in nome dell’unità e della comunanza di valori con i cattolici liberali!
Avvallare l’alleanza con il polo nei termini utilizzati da Carluccio, conferisce un carattere organico all’operazione che non ci convince affatto. Un conto è un’alleanza tattica, quando cioè sarà possibile trattare tra pari e forti di una chiara identità e proposta politico-culturale; altro è giustificare con presupposti etici ed ideologici un’alleanza tra un piccolo soggetto e un altro dal quale sarebbe impossibile risultare distinti (si veda sopra “I piccoli socialisti imparano subito a zoppicare”). Qui non interessano dialoghi e confronti con i DS, ma nell’attuale galassia della “cosiddetta” sinistra esistono altre culture e istanze con le quali la Lega Socialista non può evitare il dialogo ed il confronto per la fretta di schierarsi. Quando, nelle conclusioni, Stefano Carluccio scrive che “l’alleanza tra queste due tradizioni ha il compito e il vigore per ripristinare la libertà violata dal golpe giudiziario e dalla falsa rivoluzione”, si comprende che, al di là della giustificazione ideologica del ragionamento sui temi della comunanza (riformismo e valori) tra le due tradizioni, il solo motore che spinge verso questa alleanza si alimenta di rivalsa. Ripristinare la verità è invece un compito nostro, perché nessuno ci aiuterà a farlo. Fare luce su Tangentopoli però non può essere il solo fine della Lega: sarebbe, a nostro avviso, un errore imperdonabile che asseconda solo l’interesse di ex dirigenti cui urge riciclarsi. Crediamo, l’abbiamo sempre detto, che l’elettorato e i socialisti possano risorgere solo da un progetto di ampio respiro, fatto di sacrifici e rinunce, cui nessuna scorciatoia è offerta da chicchessia.