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COMUNIONE E LIBERAZIONE PERDE DON LUIGI GIUSSANI...

Da: Elena Orlando, Catania
Data: 22/02/2005
Ora: 9.50.06
Nome remoto: 62.11.72.117

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Nella notte, è venuto a mancare il fondatore del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani. La morte è avvenuta nella sua casa di Milano, in seguito ad una polmonite. Aveva 82 anni, ma la sua giovinezza interiore era davvero straordinaria e senza tempo. Grave perdita, immenso dolore... Una certezza: la sua forza sarà sempre tra i ciellini, tra quanti hanno avuto il privilegio di averlo conosciuto e di essergli stati vicino, e quanti lo hanno incontrato nella propria vita attraverso i suoi scritti ( è recente una sua splendida intervista per la Rai in occasione dei 50 anni di CL), ed attaverso altre presenze umane. Lui, don Giuss sì che era speciale, un maestro della comunicazione, un uomo capace di interpretare quello "spirito religioso" a lui tanto caro ed i profondi desideri dell'animo umano con un linguaggio davvero efficace: quello del cuore. E lui, don Giuss non era un semplice insegnante di religione al Liceo Berchet di Milano se dal 1954 inizia a rapire ed affascinare tanti giovani che costituivano quel combattuto e per certi versi insoddisfatto ramo della Gioventù Studentesca laica e borghese di Milano. Niente avviene per caso, e oggi CL è presente in tutto il mondo, ed è una importante realtà ecclesiale. Don Giussani fu convinto sostenitore di un umanesimo cattolico (non affatto estraneo a quello di ispirazione socialista),che si nutriva di azione, di concretezza, di operatività.Fu la sua una presenza davvero carismatica, capace di immergersi con convinzione e coraggio nella società, per cambiarla, migliorarla. La sua è stata e continuerà ad essere una leadership unica ed insostituibile. Tantissime personalità del mondo della politica, del giornalismo, della cultura erano sensibili al suo fascino e, sempre più incuriosite, si avvicinavano per confrontarsi, per mettersi in discussione...Quasi nessuno era insensibile al suo richiamo( vedi il Meeting di Rimini, scenario annuale di confronto e dialogo nel percorso di chi non è arrivato, ma "tende continuamente alla meta", come recitava lo slogan di quest'anno). Don Giussani ha scritto tanto. E ciò che ha scritto lo renderà immortale. Perchè dentro di noi c'è una grande speranza: che l'umanità possa continuare a vivere e a parlare con una voce che, come recita il ritornello di uno splendido canto di CL, non è e non sarà mai la "povera voce di un uomo che non c'è...Perchè: "La nostra voce canta con un perchè"...

Un caro saluto, Elena Orlando (elyorl@tiscali.it)


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