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L'esperienza liberalsocialista di un paese di 10.000 abitanti

Da: Nicola Terracciano
Data: 02/09/2005
Ora: 19.37.38
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PARTITO D’AZIONE LIBERALSOCIALISTA

PER UNA ’SINISTRA LIBERALSOCIALISTA E LIBERALDEMOCRATICA INDIPENDENTE’

UNA CRONISTORIA, PER DOVERE DI VERITA’ E DI CHIAREZZA, UN APPPELLO AGLI AZIONISTI LIBERALSOCIALISTI INTERESSATI AD UN IMPEGNO POLITICO PRECISO, PUR MINIMO, E NON ALLA SEMPLICE TESTIMONIANZA IDEALE O CULTURALE, CON L’ISCRIZIONE AL PARTITO

di Nicola Terracciano

Il Partito d’Azione Liberalsocialista è stato fondato alla fine del 1998 da un gruppo di compagni di tradizione e di fede azioniste e liberalsocialiste, capeggiati dall’indimenticabile figura di Bruno Zevi. Altri più noti fondatori sono stati Giorgio Parri e Aldo Rosselli. Piena adesione era venuta all’iniziativa da quell’infaticabile e straordinario testimone e maestro, che era Aldo Garosci.

Tutto il 1999 è stato speso dal Partito, con le sue minime forze organizzative e finanziarie, per non far passare nella dimenticanza collettiva il fondamentale centenario della nascita di Carlo Rosselli (nato a Roma il 1899), che quasi nessuno voleva riprendere, costituendo con la sua eretica testimonianza e integrità umana, intellettuale e politica, fino al martirio, dando tutto se stesso, in termini di mezzi e di energie, un confronto ammonitore, di contrapposizione, di critica, di disvelamento verso tanti sbandamenti, tanti tradimenti, tanti trasformismi, tanti opportunismi, tanti personalismi, tanti egoismi della sinistra italiana.

Con un diuturno impegno discreto, si è riusciti a far apporre il 16 novembre 1999, finalmente, dopo decenni e decenni di silenzio e di dimenticanza della Repubblica nata dalla Resistenza, della sinistra italiana (e anche della stessa tradizione azionista e liberalsocialista), una lapide sulla casa in Via delle Convertite, dove ora richiama discretamente e solennemente un evento nodale per la nostra identità azionista e liberalsocialista e per quella dell’Italia e dell’Europa. Essa fu scoperta da Rita Levi Montalcini, con la presenza del rabbino Toaff, di Vittorio Foa, dell’assessore del Comune di Roma Borgna, preceduti da un memorabile (e ultimo) discorso di Bruno Zevi.

Gli inizi del 2000 ci hanno portato i lutti della morte di Aldo Garosci e, pochi giorni dopo, di Bruno Zevi. Il Partito ha così perso i suoi principali animatori e maestri, subendo una crisi fortissima, che poteva essere mortale, dati la recente nascita e gli scarsissimi mezzi.

Si sono stretti i denti e da allora (fino ad oggi) il responsabile giuridico del Partito, successore di Zevi, Nicola Terracciano, ha dedicato, con la collaborazione e il conforto di rarissimi compagni, notti e giorni e mezzi personali e familiari inimmaginabili, per non far spegnere quel lumicino di identità, di speranza, di limpida chiarezza storico-ideale, costituito dall’iniziativa del 1998.

Il 2000 e parte del 2001 sono stati impegnati per allargare il fondamentale varco di memoria ottenuto nel 1999, estendendo il dovere della memoria anche al centenario della nascita di Nello (nato nel 1900 anche lui a Roma, e non a Firenze, come erroneamente segnala l’Enciclopedia Treccani), approfittando del fatto importante che, soprattutto per il diuturno lavoro del 1999 di Zevi/Terracciano/Spini, si era riusciti a far approvare dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la costituzione del Comitato Nazionale del Centenario delle Nascite di Carlo e Nello Rosselli, con una dotazione di duecento milioni (Presidente Aldo Rosselli, Vice-presidente Tullia Zevi, segretario Nicola Terracciano). Si sono potute così avviare fondamentali iniziative di memoria ad es. a Milano, Cagliari, Lugano, Firenze, Pisa, Ustica, fino alla memorabile manifestazione-convegno del 30 novembre 2000 al Campidoglio, alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, dei presidenti del Senato e della Camera, Mancino e Violante, dei figli di Carlo e Nello (tra cui John, che scomparirà poco dopo) e dei maggiori studiosi italiani e stranieri di Carlo e Nello, i cui atti sono stati pubblicati nel 2003 presso l’Editore Carocci di Roma, a cura di Lauro Rossi. Hanno chiuso il dovere della memoria rosselliana le due fondamentali mostre alla Biblioteca Nazionale di Firenze e all’Archivio Centrale dello Stato di Roma (rimasta aperta quest’ultima per un anno, con visite e concorsi di scolaresche) e la pubblicazione di due memorabili guide edite da Edimond e la pubblicazione di un CD-Rom.

Il Partito aveva nel frattempo tenuto il suo primo (e per ora unico) piccolo congresso a Roma, il 18 luglio 2000 (la mozione è sul sito internet del Partito), nella sede di Piazza Viminale, 5, in un piccolo appartamento di proprietà Zevi, che era stato sede del Movimento d’Azione Giustizia e Libertà e poi anche del Partito, con un fitto ordinario agevolato. Non essendovi mezzi per sostenere una sede romana, il responsabile Terracciano ha messo gratuitamente a disposizione dalla fine del 2000 il suo piccolo appartamento di Formia (LT), che è ancora ora sede giuridica del Partito, con regolare comunicazione al Ministero dell’Interno e alle autorità locali di P.S.

Tra la fine del 2000 e i primi giorni del 2001, per l’approssimarsi delle elezioni comunali, un gruppo di simpatizzanti del partito di Parete (paese agricolo di 10.000 abitanti in provincia di Caserta), ha proposto alla segreteria l’apertura di una sezione del Partito ed una partecipazione azionista liberalsocialista alla competizione amministrativa, nel solco e nell’applicazione della mozione congressuale.

E’ stata aperta così il 6 gennaio 2001 la prima sezione (e per ora tale è rimasta, sostenuta eroicamente con impegno quotidiano dagli indimenticabili compagni di Parete) del Partito, intestata giustamente a ’Bruno Zevi’.

Si sono avviati contatti con le forze di sinistra paretana, che avrebbero potuto da sole giungere con facilità alla vittoria.

Ad una candidatura liberalsocialista, i DS locali hanno preferito la scelta di un ex democristiano della corrente di Gava e Pomicino.

Il Partito d’Azione Liberalsocialista si è fatto allora promotore di una limpida lista di centro-sinistra ’Insieme per la città’ con i simboli dentro del Partito, e delle altre forze che avevano aderito: Rifondazione Comunista, Rinnovamento-Dini, Sinistra Democratica, formata da dissidenti DS. Con una memorabile battaglia ed animazione democratica, quale mai il paese aveva conosciuto, si sono ottenuti 1.618 voti, il 26% del consenso, e due consiglieri comunali di opposizione sia all’Ulivo vincitore solo per la legge maggioritaria, ma minoranza numerica nel paese per la prima volta, sia alla Casa delle Libertà.

L’Ulivo (DS-SDI-Popolari, ora Margherita) ha usato tutti i mezzi più inimmaginabili di pressione e di clientela politica e sindacale, soprattutto cigiellina, collaudati da anni di egemonia catto-comunista, che tengono fermo socialmente, economicamente, culturalmente, politicamente il paese ed è risultato incapace in questi quattro anni di produrre alcun cambiamento di fondo, rivelando un ulteriore fallimento fino alla recentissima vicenda di avvisi di garanzia della DIA e successivo rinvio a giudizio, che non hanno avuto il benché minimo sussulto di dignità politica in termini di dimissioni.

Si è portata avanti e si porta avanti in una condizione difficile di pressione politica locale sulla sezione e sugli iscritti una opposizione intransigente, ma non settaria, che tocca i comportamenti politici e amministrativi e non le persone o le famiglie, una opposizione costruttiva e non distruttiva, fondata non sul ‘tanto peggio tanto meglio’, ma sul ’tanto meglio tanto meglio per il paese e per i ceti più umili e indifesi’, una opposizione quotidiana, precisa sui problemi concreti della gente e del paese, a partire da quelli dell’acqua e dell’aria all’applicazione delle leggi sugli interventi sociali, che la facesse finita con pratiche di ‘assistenza discrezionale ai bisognosi’, alle questioni urbanistiche e di programmazione del territorio, ai doveri della memoria civile, alla scuola, ai lavori pubblici, alla gestione del cimitero, dei rifiuti, della protezione civile, del traffico, dell’immigrazione e tanti altri.

La presenza azionista e liberalsocialista nel paese ha arricchito il suo livello di civiltà democratica ed un lavoro inimmaginabile di informazione e di dibattito è stato portato avanti con la bacheca pubblica del partito, con iniziative di dibattito amministrativo-culturale, di informazione quasi giornaliera sugli organi di stampa provinciali, fino ad accumulare centinaia e centinaia di articoli.

Accanto all’impegno politico-amministrativo a Parete, che ha assorbito tante energie in questi quattro anni, la segreteria del Partito non aveva omesso di seguire le vicende della politica più generale, ritrovando elementi sempre più gravi di critica nei comportamenti dell’Ulivo e delle sue componenti, che vedeva pratiche quotidiane di clientela, di spartizione, di corruzione in tante parte d’Italia, mai capaci di sollecitare e sollevare questioni morali interne ai partiti.

Si aggiungeva la strana collocazione dei Popolari italiani, componenti dello schieramento di centro-sinistra in Italia e parte del Partito Popolare europeo con Berlusconi dall’altra (che si è cercato ultimamente di parare e di coprire con vari malumori che restano nell’attuale Margherita).

Nella politica estera vi sono stati sbandamenti che hanno messo in discussione, (dando vantaggi inimmaginabili allo schieramento di centro-destra nel breve e lungo periodo) il fondamentale collegamento con gli Stati Uniti aggrediti dal terrorismo e con l’Inghiltertra laburista di Tony Blair, che costituisce una delle figure liberalsocialiste europee e mondiali, di più grande interesse in questi ultimi anni, all’abbandono di Israele di fronte al terrorismo palestinese, in una visione sempre partigiana, facendosi trascinare dalla sinistra radicale astratta e impotente, incapaci di cogliere la direzione limpida e ferma indicata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, già azionista e discepolo, amico di Guido Calogero, che resta uno dei fondamentali punti di riferimento dell’azione politica del nostro Partito.

Oltre la trincea locale, come linea fondamentale dell’impegno politico azionista e liberalsocialista (se si vuole realmente far uscire la nostra tradizione da una pura testimonianza ideale o culturale), la linea politica che è risultata sempre più indispensabile, di fronte alla confusione, allo sbandamento di tutto lo schieramento attuale di sinistra, è stato quello di collocarsi chiaramente in uno spazio ’di sinistra liberalsocialista e liberaldemocratica indipendente’, come unico luogo attuale possibile, per salvare nel presente e per l’avvenire il senso e la forza del nostro agire politico.

Non si tratta di volontà di solitudine o di superbia, ma di necessità storica, anche di fronte ai tradimenti di repubblicani, socialisti, radicali che si sono schierati a destra, provocando un fenomeno unico non solo nella storia d’Italia, ma d’Europa e nel mondo.

La doverosa intransigenza, che costa, che richiede tempi lunghi ed eventuali successi affidati alla pazienza della storia, non significano settarismo, ma disponibilità al dialogo caso per caso, solo con forze che abbiano rigore morale e politico e opzioni ideali limpide e razionali e siano disposte a lavorare nei fatti a favore della gente, specialmente, degli umili, per la Patria Italiana (ideata e promossa dal Profeta del Risorgimento, Giuseppe Mazzini, il cui bicentenario della nascita, 22 giugno 2005, è trascorso nel più scandaloso, assordante silenzio civile collettivo, in questa attuale Italia smemorata e sbandata), per la nuova Patria Europea, per il bene dell’Umanità.

Altrimenti meglio soli, con realismo e senza spreco di energie, che già sono poche, che male accompagnati.

Ad ognuno è lasciata naturalmente la sua libera decisione nel segreto della sua coscienza, che rispetteremo, come sempre.

Ma, se uno si sente veramente azionista e liberalsocialista, crediamo che debba avvertire il dovere di un impegno quotidiano non nevrotico, ma deciso, fatto di disponibilità, nei limiti delle possibilità di azione personale e di contributi, e di dialogo.

Crediamo che dopo il tragico Novecento, dopo Auschwitz, qualsiasi disimpegno politico sia una corresponsabilità storica personale ingiustificabile di fronte alla propria coscienza, a quella dei figli, dei figli dei figli.

Se riuscissimo solo ad avere un iscritto, un referente in ognuno degli 8.101 Comuni italiani, che fossero in rete e al corrente gli uni degli altri di quello che si fa, già sarebbe un grande evento nella storia della nostra nobile e grande tradizione, vincitrice profondamente nella storia degli ultimi due secoli, perché non ha mai mentito, tradito, rubato, aggredito in modo settario gli stessi compagni, come è capitato alle tradizioni comuniste e anche socialiste, e che ha tutto il dovere e tutto il diritto di avere la sua presenza nell’immaginario e nell’azione politica dell’Italia e dell’Europa.

Se non lasciamo sola la eroica sezione ’Zevi’ di Parete, eviteremo che essa possa chiudere per mancanza di fratelli e di solidarietà.

L’esperienza amministrativa, la cultura amministrativa con un taglio azionista liberalsocialista praticata e collaudata nel laboratorio di un paese di 10.000 abitanti (significativa, perché i due terzi dei Comuni italiani si collocano tra i 100 e i 9.999 abitanti), valide anche per altri enti locali, come le Comunità Montane, le Circoscrizioni, le Province, sono a disposizione di qualunque compagno che si iscriverà e vorrà mettere le mani in pasta nella vita amministrativa della comunità dove vive, per accendere la luce della conoscenza e della critica sul come e a favore di chi si spendono i denari dei cittadini e individuare come e in quali altre direzioni e con quale altra efficacia quei soldi potrebbero essere spesi.

Per i mezzi limitati che abbiamo, fino a che non vi saranno precise, garantite, solide condizioni di strutturazioni più ampie, la sede giuridica è a Formia e la segreteria sta lì, gratuita e seria.

Le iscrizioni, anche per i problemi di conti correnti precedenti che implicavano tenute costose e macchinose, e che hanno imposto chiusure costose curate dal segretario stesso con copertura personale, perché non fosse leso l’onore del Partito, possono essere fatte inviando un vaglia, intestandolo al segretario del Partito a partire da euro 50 per chi ha un lavoro, un reddito certi, di meno, a piacere, per chi non ha un lavoro o ha un lavoro precario, con l’indicazione nella causale ’Iscrizione 2005 al Partito d’Azione Liberalsocialista’, ricevendo così la tessera.

Per informazioni politiche e per tenersi collegati, il Partito ha investito energie in un sito internet dignitoso ’www.liberalsocialisti.org’, al quale si può fare riferimento per documenti e informazioni più ampie e per stringere sempre di più la rete azionista liberalsocialista con pazienza e fede decisa, nel solco dei Padri, dei Maestri, dei Compagni, dei Martiri.

Cordiali saluti prof. Nicola Terracciano responsabile giuridico segretario-servitore del Partito d’Azione Liberalsocialista consigliere comunale azionista liberalsocialista Via Fosse dell’Olivo, 2 – Parco Formia Mare 04023 Formia (LT) telefonino 338/7513794

www.liberalsocialisti.org e mail: pazl2000@yahoo.it


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