[ Home page | Sommario | Archivio | Invia | Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]
Da: La Redazione (c.s.)
Data: 6/12/00
Ora: 11:47:16 PM
Nome remoto: 195.223.60.214
Qualche giorno fa questa redazione ha voluto sanzionare, per tramite di Luca Guglielminetti, alcune affermazioni da parte di coloro che si stanno proponendo come i rifondatori del nuovo PSI, con modalità e una scelta di campo preliminare che lasciano veramente perplessi. Quali membri della Lega Socialista vogliamo qui esprimere alcune di queste perplessità che vanno ad aggiungersi a quelle da noi già espresse in occasione dell'assemblea di Roma e con alcune prese di posizione successive. Poiché tutti ci auguriamo che possa rinascere un Partito Socialista Italiano degno di tal nome, col superamento delle due formazioni che al momento attuale ne costituiscono poco più che la caricatura, e poiché siamo tutti consci che l'impresa è tanto ardua quanto necessaria in questo Paese ove la crisi della sinistra sta assumendo caratteri epocali, così drammatici quali non si riscontrano in nessun altro paese europeo, noi crediamo che un obiettivo così ambizioso e complesso non possa prescindere, per avere qualche prospettiva, dalla elaborazione di alcuni principi fondanti e dall'indicazione di obiettivi primari - una sorta di Carta del socialismo del Duemila - che rispecchi la svolta storica che l'Occidente sta vivendo sia in campo economico che in ambito socio-culturale, ripensando e adattando i principi che furono - un secolo fa - del socialismo antagonista del capitalismo industriale. Non si tratta di fondare la Società Fabiana del XXI secolo (che di suo sarebbe per altro utilissima), ma di avere la capacità propria dei partiti di analizzare e proporre, a fronte della complessità del reale, obiettivi politicamente praticabili, con la creazione di un'opinione pubblica, di un consenso e al contempo di una struttura organizzata. Ebbene, noi speriamo che la Lega possa costituire questo ponte teso tra passato e futuro. Possa porsi come referente di tutti coloro che, in circoli territoriali o virtuali, in associazioni culturali o nell'ambito dei partitini caricatura, anelano sinceramente a riprendere il dibattito politico, a confrontarsi con la complessità del mondo attuale, a ripensare il nostro laicismo (a proposito, un plauso a Bobo Craxi per il suo recente intervento sul gay-pride), misurandosi con la nuova economia e i problemi della globalizzazione (e questa volta un plauso a Ugo Intini per il suo volume su "La privatizzazione della cultura", forse il primo panphlet della sinistra non antagonista sul tema). La Lega, con la sua struttura agile, fatta di assemblee periodiche, potrebbe davvero essere il punto aggregante di un consenso di opinione, preliminare e necessario alla rinascita di un vero PSI. Infatti, non vediamo come si possano trovare scorciatoie per conseguire un tale obiettivo, come si possa ovviare al problema della formazione di una nuova élite intellettuale, come si possa prescindere da un processo costituente aperto a tutte le istanze, come si possa pensare ad escamotages di discutibile natura, come ci si possa limitare ad una operazione di vertice, come tutto possa avere inizio con qualche scranno parlamentare dai settori della destra (a sinistra ci hanno già provato con i risultati che si sono visti). Ma questo - poiché il pezzo s'allunga troppo - sarà l'oggetto di un prossimo intervento.