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Da: La Redazione da Oggi In Italia
Data: 10/25/00
Ora: 1:38:46 PM
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La nascita del Nuovo Psi, che si richiama alla storia dei socialisti italiani ed ha un nucleo fondante costituito dal Ps di De Michelis e dalla Lega socialista di Vittorio Craxi e Claudio Martelli, è un momento importante di evoluzione e di chiarimento della nuova sinistra italiana. Il tentativo viene spiegato dai fondatori del nuovo soggetto politico come azione per definire un polo liberal-socialista, ispirato ai valori del socialismo liberale dei fratelli Rosselli, ma anche alla tradizione laica, libertaria e democratica rappresentata dai repubblicani, dai radicali, dai cattolici liberali e democratici.
Il Nuovo Psi, quindi, “non c’entra con il polo di centro-destra che è il polo di ieri, ma guarda con attenzione all’idea di un vasto schieramento liberal-democratico e pluralista unito sul piano elettorale programmatico”. Naturalmente il nuovo soggetto dovrà fare i conti con i numeri e con la legge elettorale italiana. Dovrà fare anche i conti con alcuni punti non ancora chiariti.
La natura dei nuclei fondanti – il Ps e la Lega socialista – sono essenzialmente diversi, più partito tradizionale l’uno, più movimento l’altro. Questo consiglierebbe una rapida definizione del Nuovo Psi. Stabilire assetti organizzativi non è in questo caso solo questione formale, ma incide sulla natura stessa del partito. Sarà una formazione centralizzata di leaders o l’elaborazione politica seguirà vie meno datate? Sarà la tradizionale summa delle singole istanze dei militanti attraverso il tradizionale tesseramento o si favorirà anche la possibilità di cogliere i cambiamenti della società attraverso rappresentanze collettive? Quanto conteranno i diritti dei cittadini nel definirsi del programma?…
Quale sarà la sua struttura organizzativa? L’idea dei fondatori sembra essere quella di definire una piattaforma politica, e di pensare poi all’organizzazione, all’insegna del noto “le salmerie seguiranno”. In questo modo si privilegia però il partito tradizionale e, infatti, nelle zone a più forte insediamento, è tutto un contare di tessere, un fervore di dibattiti su possibili candidature, un umano proporsi e farsi proporre a qualche carica inesistente. Tra le pieghe del nuovo, filtra la malizia del vecchio. Si spiega che “si pesa il valore politico e non si contano i compagni”, che il Nuovo Psi è “una partito aperto”, e di contro si vantano diritti di primogenitura e si alzano le bandiere del sospetto.
Questo girare a vuoto maschera la mancanza di dibattito politico sul territorio, ma conferma che molti militanti – e non solo - sono ancora sotto shock, che la frustrazione del recente passato tuttora ottunde la capacità d’intervento nel dibattito politico. Infatti, salvo qualche rado episodio, tutto avviene per linee interne e sono rarità le dichiarazioni o prese di posizione su fatti e temi contingenti.
Eppure è necessario che il Nuovo Psi emerga prima che la frantumazione del quadro politico e l’affermarsi di formazioni personali o strumentali legate a interessi circoscritti riducano ancora di più le rappresentanze democratiche dei cittadini. È altrettanto indispensabile che programma e articolato politico siano condivisi e non calati dall’alto. Sparute rappresentanze nelle assemblee elettive possono essere attive e indipendenti se portano un originale e partecipato apporto politico, viceversa sono ostaggio di interessi altrui e rendite di posizioni personali.
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